09 novembre 2015 | 17:24

Il ‘Sole 24 Ore’ festeggia 150 anni digitalizzando l’archivio storico. Il direttore Napoletano: Prossima tappa un quotidiano nativo digitale a pagamento

Il ‘Sole 24 Ore’ festeggia i suoi 150 anni digitalizzando intermante l’archivio storico entro la fine dell’anno. Lo ha scritto in un editoriale il direttore Roberto Napoletano alla vigilia del 9 novembre 2015, giorno in cui ricorrono i 50 anni dalla fusione tra ‘Sole’ e ’24 Ore’.

Roberto Napoletano, direttore del ‘Sole 24 Ore’ (foto Olycom)

“Abbiamo deciso di onorare una scadenza così importante presentandoci all’appuntamento con il nuovo archivio storico del Sole 24 Ore interamente digitalizzato entro la fine dell’anno” ha riportato Napoletano, precisando che l’archivio storico è già disponibile “integralmente per gli ultimi novant’anni”. Tra i progetti futuri, prosegue Napoletano, “la prossima tappa sarà un nuovo Sole 24 Ore in continuo aggiornamento, in tempo reale, 24 ore su 24, ovviamente a pagamento, quotidiano nativo digitale, perché siamo convinti che o l’informazione riesce a farsi riconoscere un valore dal mercato e a farsi pagare o muore”.

Di seguito il testo integrale dell’editoriale di Roberto Napoletano pubblicato sul sito del ‘Sole 24 Ore‘.

«Credo che Ella presterà il concorso del suo peculio, quanto della sua intelligenza, procurando al giornale azionisti e buona corrispondenza da codesta Metropoli della mercatura e del denaro»: con queste parole l’editore milanese Francesco Vallardi si rivolge più di un secolo e mezzo fa al commerciante di sete, Gaetano Semenza, emigrato a Londra e impegnato a reperire capitali britannici nella City per la costruzione delle prime linee ferroviarie sarde, ma con la testa, il cuore e le radici ben piantati a Sant’Angelo Lodigiano, la passione politica e civile milanesi saldate con l’amicizia di ferro con Giuseppe Mazzini, un’idea liberale di borghesia produttiva e le campagne culturali per l’abolizione delle dogane e la libertà delle banche.

Né l’uno, Vallardi, né l’altro, Semenza, immagino, avrebbero mai creduto che il più antico giornale milanese, venuto al mondo prima di tutte le grandi testate dell’editoria economica europea, dall’inglese Financial Times, oggi di proprietà nipponica, al tedesco Handelsblatt solo per fare qualche esempio, avrebbe potuto fare così tanta strada.

Domani sono cinquant’anni esatti dalla fusione di quel Sole con il 24 Ore, altro giornale economico milanese “spigliato e combattivo” con un’attenzione spiccata per l’informazione finanziaria, e cominciano a decorrere i giorni del centocinquantesimo di una storia iniziata tra Milano e Londra nel 1865 con il primo dei due quotidiani e poi proseguita in coppia. Una storia che ha avuto nello sforzo di garantire ogni giorno un racconto veritiero dell’intero Paese, da Nord a Sud, la sua cifra costitutiva, quello quotidiano dell’economia reale e della finanza, dove convivono grandi valori e molte miserie, la fatica e i primati della manifattura e dell’industria che innova e piccole-grandi tribù di sciacalli della finanza e profittatori che saccheggiano lo Stato e fanno patti perversi con la criminalità organizzata, ma anche un bagaglio di informazioni preziose per il ceto professionale e il mondo del lavoro autonomo, una politica (sempre) di contenuti che scava nei fatti e mette a nudo debolezze e vergogne diffuse dell’amministrazione.

Il senso profondo della religione e le contraddizioni delle “tante chiese” di oggi che si misurano con le macerie del terrorismo globale e degli scandali finanziari, una proposta culturale impegnativa che ha la sua bandiera nella Domenica del Sole ma è diventata scopritore naturale di talenti, produttore in proprio di un unicum inscindibile fatto di scienza, filosofia, storia, letteratura, arte, e in ultimo soggetto attivo del cambiamento delle teste nel più grande museo a cielo aperto che il mondo conosca e, fino a qualche tempo fa, anche il più abbandonato.

Ricordo la frase di uno dei vecchi di questo giornale: se vuoi capire davvero che cosa succede in Italia devi leggere il Sole 24 Ore. In questo senso, a suo modo, un bene che appartiene all’Italia tutta, va maneggiato con cura e onorato ogni giorno con la cifra del rigore e della competenza, le armi affilate del giornalismo d’inchiesta senza sconti per nessuno, un affaccio mai convenzionale sul mondo e uno scavo sistematico nei circuiti internazionali dell’economia e della finanza, la forza documentale e il confronto comparativo-competitivo dello strumento di lavoro, i tratti distintivi dell’autonomia e dell’indipendenza che appartengono a un’idea essenziale di fare informazione che è, per sua natura, una spina nel fianco di chiunque ci governi, del mondo produttivo, finanziario e sindacale, perché si impegna ogni giorno a separare la polvere dalla sostanza e a garantire una narrazione dei fatti libera da pregiudizi che appartiene a tutta l’economia, mai a una sua sola parte. Questa è l’anima del nostro giornale, questo è il portato della sua storia, e dietro quest’anima che ci impegniamo ogni giorno a rispettare, c’è il valore primario di una proprietà (Confindustria) che garantisce indipendenza e autonomia alla direzione e alla redazione.

Abbiamo deciso di onorare una scadenza così importante presentandoci all’appuntamento con il nuovo archivio storico del Sole 24 Ore interamente digitalizzato entro la fine dell’anno, un secolo e mezzo a portata di clic (www.archiviostorico.ilsole24ore.com con accesso libero nella giornata di oggi per un’anteprima sugli ultimi trent’anni e sulle prime pagine di 10, 30 e 90 anni fa) dove le donne, gli uomini, i fatti, che hanno cambiato la storia dell’Italia e del mondo rivivono con il carico di rigore, documentazione e emozione del racconto del giornale, ma anche di fruibilità attraverso un motore intelligente che mette insieme i trend di Paesi, aziende e persone, e molto altro, e conduce il lettore per mano attraverso tutte le edizioni del Sole in una cavalcata tra passato e presente che, per gli abbonati, arriva fino a quella odierna del quotidiano digitale. Sarà consultabile dalla prossima settimana integralmente per gli ultimi novant’anni.

Il laboratorio della Domenica, i cromosomi di un’identità
Faremo la stessa cosa tra un mese con l’archivio della Domenica del Sole dove la storia culturale del Paese si snoda con la forza del pensiero e la magia creativa di donne e uomini di talento in un incrocio che appartiene al passato ma disegna il futuro perché il segno distintivo è proprio quello di un laboratorio permanente di competenze e di idee che riflettono i cromosomi di un’identità. Nella prima settimana di dicembre quegli stessi cromosomi ogni martedì e mercoledì vi offriranno in edicola il vocabolario del Sole, un dizionario ragionato a fascicoli per capire l’economia, la finanza, il diritto, la politica e le istituzioni, e ogni giovedì una lezione di futuro (la prima: come funzionano i robot e che cosa ci possiamo fare) dove lo sforzo dichiarato è quello di mettere insieme competenza e divulgazione e di toccare l’interesse di un pubblico vasto che vuole capire in che mondo sta e come muoversi per costruire un itinerario di vita su misura.

Rivendichiamo con orgoglio di avere inventato tre anni fa un sistema multimediale unico in Europa: la business class (Buongiorno dal tuo amico Sole, ore 6 del mattino sul tablet il racconto del mondo sul mondo e del mondo sull’Italia, insider, scenari e analisi su Wall Street e Asia; il Giornale di domani, ore 20 sul tablet insider esclusivi sugli avvenimenti in agenda, anticipazione di editoriali, news analysis), la rete a 360 gradi di Infodata e una filiera di 11 quotidiani digitali specializzati nuovi di zecca che si propongono come strumenti di lavoro a platee selezionate di lettori (fisco, diritto, lavoro, casa e territorio, condominio, enti locali, scuola, sanità, finanza, consulente finanziario, assicurazioni) dove si incontrano pura ideazione giornalistica, altre sezioni, altri contenuti, altre elaborazioni, analisi, quesiti, scadenze e formazione, con una piattaforma tecnologica unica, indicizzazione autoriale delle fonti e un motore intelligente che raddoppia la forza del lavoro redazionale con quella delle banche dati, capitale storico di questo gruppo, a loro volta ricatalogate e delle riviste specializzate. Abbiamo inventato Italy 24 e, sempre tra un mese, diventerà ItalyEurope24, un Sole24Ore e molto di più in versione inglese, che racconta ogni giorno l’Italia e l’Europa nel mondo con le sue firme e la lingua degli affari perché siamo convinti che possa esistere un racconto diverso da quello della stampa britannica, peraltro finita in mani giapponesi.

Prima vengono la testa e i contenuti, poi la tecnologia che è un moltiplicatore
Tutto questo ha fatto sì che il Sole 24 Ore sia diventato il primo quotidiano digitale italiano, ringraziamo di cuore i lettori sempre più numerosi per la fiducia accordata, e venda ogni giorno un numero di copie pagate tra edicola cartacea, abbonamenti digitali e al sito (questi non ancora riconosciuti dall’Ads) che oscilla tra le 400 e le 420 mila copie, a seconda della stagionalità, con un incremento dei ricavi digitali da contenuti informativi sempre a due cifre negli ultimi due anni in netta controtendenza rispetto al mercato. A chi mi chiede “come avete fatto”, rispondo sempre: con il giornalismo, con il sostegno determinante di una redazione competente e generosa che non ha mai fatto mancare il suo contributo ideativo e ha sposato la scelta di un unico circuito organizzativo carta-web – il mio grazie è speciale e sentito – e con il sostegno altrettanto importante di un’azienda che ha deciso di scommettere con lungimiranza sul progetto e ha dimostrato di sapere innovare prima degli altri.

Qualcuno è convinto che il giornalismo sia diventato uno smartphone, non è così. Prima vengono la testa e i contenuti, poi viene la tecnologia che è un fantastico moltiplicatore di quei valori e di quei contenuti. La prossima tappa sarà un nuovo Sole24Ore in continuo aggiornamento, in tempo reale, 24 ore su 24, ovviamente a pagamento, quotidiano nativo digitale, perché siamo convinti che o l’informazione riesce a farsi riconoscere un valore dal mercato e a farsi pagare o muore. Nel mio editoriale di esordio, ormai quasi cinque anni fa, scrissi che non c’era nulla di più nuovo che tornare all’antico, è quello che abbiamo fatto, abbiamo combattuto la battaglia della modernizzazione con la forza antica del Sole in un unico circuito carta-digitale dove la cifra e la qualità informative devono essere sempre omogenee e riconoscibili. C’è chi pensa di vincere questa battaglia con il marketing tecnologico, ma si illude, regalerà informazione, sarà meno libero, e non vincerà. Noi combatteremo con il giornalismo, questo cari lettori è il nostro impegno per un compleanno storico, siamo convinti che ci seguirete e potremo vincere anche la sfida più importante. Di certo, così saremo liberi, e lo saremo ancora una volta grazie a voi.