10 novembre 2015 | 18:20

Chi è Gian Paolo Tagliavia futuro stratega in Rai per le attività digitali sul web, mobile, social network, ott e tv connesse. E cosa lo aspetta

Non è un compito da poco quello che il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto ha deciso di affidare a Gian Paolo Tagliavia che a dicembre entrerà a viale Mazzini come responsabile della strategia del digitale non lineare, cioè di  tutte le attività  sul web,  mobile, social network ott e tv connesse del servizio pubblico. Campo Dall’Orto ha scelto dunque un manager che conosce bene, avendo  condiviso con Tagliavia  almeno 15 anni di  lavoro tra  Mtv,  La 7 e Timedia, per sviluppare un progetto che considera fondamentale per il futuro della Rai che il dg punta a trasformare “da broadcast a media company” portando avanti “un grande progetto di digitalizzazione culturale dell’azienda per permetterle di diventare un riferimento rispetto ai comportamenti e ai linguaggi contemporanei”, come ha detto nella sua prima intervista al Foglio.

Gian Paolo Tagliavia

Gian Paolo Tagliavia può essere la persona in grado di mettere in moto un processo di trasformazione così profondo e quasi rivoluzionario? L’esperienza non gli manca  con quasi due decenni di lavoro nel settore dei media e della comunicazione  e una capacità di intergarire con le persone tenedo sempre conto del fattore umano.

Attualmente Tagliavia è a capo di Ipg Mediabrands Italia la holding che raggruppa le attività delle agenzie media di Interpublic Group, colosso mondiale  della pubblicità (il terzo per fatturato dopo Omnicom e Wpp), dove è entrato nel 2013 come ceo assumendo l’anno successivo anche la presidenza della sede spagnola, due anni che gli sono serviti per affinare le sue conoscenze sui brand e i nuovi servizi per il mercato dove le tecnologie digitali stanno dilagando.

Ma è in ambito editoriale applicato alla televisione e a internet che Tagliavia si è impegnato a partire dal 2011 quando a incominciato a lavorare al dipartimento digitale di Mtv, dopo essere stato per tre anni, dal ’96 al ’99, a Publitalia e poi dal ’99 al 2000 a Mtv Pubblicità. A Mtv lavora a fianco di Campo Dall’Orto, che ne era direttore generale, proprio per sviluppare le attività della rete sul fronte internettiano. Poi  le responsabità  di Tagliavia si allargano anche a La7, entrata nelle responsabilità di Campo Dall’Orto,  facendo parte come Mtv delle partecipazioni di Telecom Italia Media. Dal 2005 al 2008 Tagliavia collabora  allo sviluppo delle piattaforme digitali di Ti Media  per ritornare a  Mtv Italia come amministratore delegato quando Campo Dall’Orto, dopo essere diventato  responsabile di tutte le attività europee di Viacom, lascia la guida operativa della società mantenendo la presidenza. Sono anni cruciali, il manager piloterà la trasformazione di Mtv da rete musicale di videoclip in canale di intrattenimento a tutto tondo per il  target dei 15-34enni, puntando a fidelizzare il difficile  pubblico dei millennial multitasking e sempre interconnesso con la declinazione dei contenuti televisivi sulle piattaforme digitali, web, mobile, e l’interazione con  i social network.

Ma quale è la situazione Tagliavia che troverà a Viale Mazzini? Che l’azienda non abbia una visione chiara della sua presenza su Internet  lo  si capisce dalla forte confusione che c’è a livello organizzativo. Non esiste infatti un vero responsabile editoriale dell’offerta digitale. Sulla carta sarebbe Piero Gaffuri, l’ex amministratore delegato di Rainet, a cui fanno capo i portali Rai.it e Rai.tv, che nata come società autonoma è stata riportata all’interno della Rai per volontà dell’ex dg Luigi Gubitosi, e collocata nell’area tecnica del cto Valerio Zingarelli come fosse una semplice  piattaforma tecnologica e non una struttura editoriale. La conseguenza è che, mentre davanti allo spauracchio del debutto di Netflix e il dilagare di You Tube e Facebook, tutti i player televisivi hanno fortemente potenziato le offerte web free e pay, i  portali della Rai sono rimasti fermi al palo.
Se si pone la necessità di un ridisegno complessivo dell’offerta digitale sarà necessario evidenziare innanzitutto quali contenuti sfruttare e con quali modalità, e con una strategia unitaria di gestione su tutta la filiera dei mezzi. Tagliavia dovrà dunque interagire anche con Rai Com, la società guidata da Luigi De Siervo che ha il mandato di vendere il prodotto Rai  e che ha chiuso accordi per la cessione  di contenuti a Google, Netflix e Vodafone.

Tra le altre attivita’ da sviluppare dovrebbe esserci anche una politica di cross-promotion. Ci sarà pure infatti un motivo se la Rai pur essendo il primo editore televisivo non riesce a farsi riconosce questo primato su Internet. Tanto che i siti  Rai News.it e Rai Sport.it che dovrebbero essere i suoi fiori all’occhiello non si sono mai  affermati.