Editoria

10 novembre 2015 | 18:09

Le 8 big dell’editoria italiana hanno perso 2 miliardi ricavi in 5 anni. Lo dice lo Studio Mediobanca sul mercato editoriale del nostro Paese

(ANSA)  E’ ancora depresso il quadro dell’editoria italiana, con diffusione dei quotidiani, ricavi pubblicitari e risultati in forte discesa nel medio periodo. Da ultimo però il trend migliora, anche nella redditività, lasciando qualche spiraglio per l’ottimismo. Questa la fotografia che emerge dal Focus sull’editoria dell’Ufficio studi di Mediobanca per il periodo tra il 2010 e il 2014.

Nel quinquennio il giro d’affari degli otto maggiori gruppi editoriali italiani si è ridotto di 1,9 miliardi, attestandosi a 4 miliardi. Ben 1,8 miliardi le perdite cumulate. Cambia poi il mix dei ricavi: le diffusioni totali scendono del 30% (e le edicole si riducono del 24%). Ma si riduce il peso della pubblicità (dal 35 al 31% del fatturato), mentre sale quello delle diffusioni stesse (dal 36 al 44%). Si sta parlando di Mondadori, Rcs, L’Espresso, il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone, La Stampa (oggi Itedi) e Class: il 70% dei ricavi del settore editoriale italiano, con il 60% della diffusione cartacea dei quotidiani nazionali e oltre l’80% di quella digitale.

Andando a guardare le singole aziende, Mondadori sorpassa Rcs come primo gruppo italiano per ricavi dopo il recente acquisto dei Libri Rizzoli che porterebbero il gruppo a 1,4 miliardi contro gli 1,1 miliardi dell’editore del Corriere (considerando i dati al 2014). Rcs è invece primo nei quotidiani a diffusione nazionale con il 17,3% del mercato. L’Espresso è il primo considerando anche le testate locali (20,3% del mercato). L’Espresso è poi l’unico tra gli 8 maggiori gruppi italiani con un utile netto cumulato tra 2010 e 2015. Mondadori intanto è il primo operatore nell’editoria libraria con il 38% del mercato (salvo diverse determinazioni dell’Antitrust sull’acquisizione di Rcs Libri) ed è primo anche nei periodici, con il 31% del mercato (Cairo Editore non è incluso nello studio, avendo oltre la metà dei ricavi dall’attività televisiva).

Quanto all’ottimismo, dal calo del 33,2% del giro d’affari 2010-2014, la contrazione nel 2014 si riduce a -6,9% ed è contenuta al 4% nel primo semestre 2015 (+3% il Sole 24 Ore). L’Espresso è l’unico a segnare un risultato netto cumulato nel quinquennio positivo per 145 milioni e aggiunge un nuovo utile per 22 milioni nel semestre. Nei 6 mesi va in positivo però anche Caltagirone (1 milione).

Considerando i risultati 2014, poi, per tutti i gruppi si vedono miglioramenti. Fatica comunque Rcs, che nel semestre 2015 è in rosso di 95 milioni (70 un anno prima), dopo un rosso di 219 milioni nel 2014 (e di 111 nel 2013): sulle perdite per 1.154 milioni cumulate dal gruppo in 5 anni ben il 63% sono dovute però a svalutazioni su attivi immateriali, per lo più in Spagna. Nel comparto è infine pesante il bilancio occupazionale. In 5 anni i dipendenti dei principali 8 gruppi italiani si riducono del 26,6% passando da 18.180 a 13.346 unità, cessioni incluse. A pagare il conto poi sono soprattutto impiegati e dirigenti (-32,8% in 5 anni) e operai (-34,5%), mentre i giornalisti diminuiscono del 12,2%. (ANSA, 10 novembre 2015)