TLC

11 novembre 2015 | 10:40

Siamo intenzionati a essere azionisti di lungo termine in Telecom Italia, dice l’ad di Vivendi de Puyfontaine. E intanto il gruppo transalpino annuncia l’accordo per entrare in Banijay/Zodiak con il 26%

(ANSA) L’assemblea di Telecom si avvicina e Vivendi non sta con le mani in mano, anzi “lavora” ed è “aperta a discussioni” sui posti in cda, dove attualmente non siede alcun proprio rappresentante. L’aggiornamento sull’investimento italiano, che procede senza “nessuna interazione con Xavier Niel”, arriva dalla conference call sui conti del trimestre, inferiori alle stime ma con la conferma dell’outlook 2015. La Borsa, comunque, guarda oggi a Vodafone, che aumenta l’acconto del dividendo, trascinando così al rialzo tutto il settore. Sono stati l’ad Arnaud de Puyfontaine e il direttore finanziario Hervé Philippe a spiegare al mercato le mosse di Vivendi in vista dell’assemblea che il cda di Telecom ha convocato per il 15 dicembre per approvare la conversione delle azioni di risparmio.

Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (foto Olycom)

Proprio in vista dell’appuntamento Vivendi “sta lavorando”: come noto, l’azionista principale di Telecom non voterà contro l’operazione, quindi il lavoro sembra concentrarsi sulla possibilità di inserire nel cda propri rappresentanti, opzione su cui, si è limitato a dire De Puyfontaine, Vivendi “è aperta per la discussione”. Per sfruttare l’occasione di metà dicembre, Vivendi deve presentare una richiesta di integrazione dell’ordine del giorno entro domenica. Il giorno successivo, comunque, i francesi sono attesi in Consob, dove probabilmente si parlerà anche di questo e dove confermeranno quanto detto oggi, e cioè che non c’è “nessuna interazione” con Xavier Niel. “La nostra intenzione – ha intanto ribadito De Puyfontaine – è sempre stata chiara ed è quella di essere azionisti di lungo termine in Telecom Italia”. L’investimento è stata “una buona mossa” e “abbiamo deciso di aumentare la nostra posizione per proteggere Vivendi in caso di diluizione delle azioni di risparmio”, vale a dire quello che è effettivamente accaduto. I due dirigenti hanno anche sottolineato le “opportunità di lavorare e di creare una combinazione positiva con Telecom”, aggiungendo che la discussione sulle sinergie “è molto buona”. La trimestrale, invece, ha deluso le attese. L’utile netto pro-forma è calato del 9% a 172 milioni, a fronte di utili stimati per 186 milioni, mentre i ricavi sono stati pari a 2,52 miliardi (+4,5%), contro stime per 2,57.

Il gruppo, in ogni caso, conferma le previsioni per l’anno e annuncia un accordo per entrare nel colosso della tv Banijay/Zodiak con il 26%. Sarà necessario aspettare domani per vedere la reazione dei mercati alla trimestrale, arrivata a Borsa chiusa. Il settore, oggi, ha intanto beneficiato delle buone notizie arrivate da Londra: pur avendo chiuso il semestre in rosso per pregressi carichi fiscali, Vodafone (che dal prossimo anno abbandonerà la sterlina e stilerà i propri bilanci in euro) ha messo a segno una crescita dei ricavi e annunciato un aumento delle stime di margine operativo lordo per l’anno in corso, oltre a un incremento dell’acconto sul dividendo. Le borse hanno quindi brindato: Londra ha premiato il colosso inglese con un rialzo del 3,89% e, a Milano, Telecom Italia ha chiuso in rialzo del 3,05%. (ANSA, 10 novembre 2015)