11 novembre 2015 | 15:04

La comunicazione del prossimo Giubileo deve seguire tre piste, dice il presidente del Censis Giuseppe De Rita

di Daniele Scalise – “Un Giubileo di levata e non di battuta”. Così Giuseppe De Rita, presidente del Censis, definisce – ricorrendo a una metafora musicale – l’evento straordinario annunciato da papa Francesco il 13 marzo scorso e intitolato alla ‘misericordia’, sentimento di compassione di cui in questi tempi se ne avverte molto il bisogno.

Giuseppe De Rita (foyto Olycom)

L’occasione è la riunione – la terza dalla sua nascita avvenuta nel luglio scorso – del Circolo della Comunicazione, think tank di comunicatori provenienti dalle principali imprese del Paese e guidato da Giuseppe De Rita, Stefano Lucchini e Giorgio De Rita. Presso la sala degli Arazzi della Rai di Viale Mazzini – grazie all’ospitalità convinta di Costanza Esclapon, direttore della Comunicazione e delle Relazioni Esterne dell’azienda radiotelevisiva di Stato – il Censis ha offerto una serie di riflessioni ponderate su un evento che, appunto, ordinario non è, e che ha colto di sorpresa non solo il mondo cattolico ma la società tutta, compresa quella dei comunicatori. Il Giubileo prenderà il via l’8 dicembre e avrà come epicentro una città – Roma – devastata dalla crisi politica e sociale.

Molti i problemi messi a fuoco nella riunione a porte chiuse durante la quale si sono confrontate, esperienze, analisi e indicazioni. Giuseppe De Rita ha anche sottolineato come la problematicità della comunicazione del Giubileo sia legata a due vuoti significativi: la mancanza di una piattaforma (che invece è stato uno degli elementi che hanno segnato il successo dell’Expo milanese) e di una filosofia di base. Il panorama numerico-sociologico tracciato  dal prof. Stefano Sampaolo, ricercatore del Censis, non è certo dei più incoraggianti ma nello stesso tempo fornisce strumenti interpretativi indispensabili. Giorgio De Rita, segretario generale con funzioni di direttore dell’istituto di ricerca di Piazza Novella, ha ipotizzato tre piste per la comunicazione: una proliferazione di eventi, una valorizzazione dell’esperienza e una intensificazione delle reti di relazioni. “La risposta, però”, ha avvertito, “non è per nulla scontata”.