11 novembre 2015 | 18:14

La Rai inserisca nello statuto il tetto agli stipendi a 240mila euro. La decisione della Commissione di Vigilanza. Fico: un gran risultato. Gasparri: finisce la pacchia

La Commissione di Vigilanza ha stabilito che la Rai debba inserire nel proprio statuto il limite massimo di 240mila euro agli stipendi del personale e degli amministratori. L’invito è contenuto in un parere approvato dalla bicamerale all’unanimità, riferisce l’Ansa.

Roberto Fico (foto Olycom)

“L’approvazione all’unanimità è un grande risultato”, ha commentato sulla sua pagina Facebook il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico. “Non c’è nulla che possa giustificare un regime speciale per la concessionaria pubblica. Ci auguriamo che la Rai adesso faccia la sua parte e si attenga al parere approvato dalla Commissione”.

“Allo stato attuale”, ricorda Fico, “a causa dell’emissione di bond, la Rai può sforare il tetto ai compensi che si applica a tutte le società pubbliche. Durante l’esame della riforma della governance Rai, avevo chiesto con forza di introdurre il limite dei 240 mila euro annui ma l’emendamento era stato respinto. Ho voluto riproporre questo principio in Commissione, oggi riunita per esprimere il parere sulle modifiche dello statuto della Rai”.

“Finisce in Rai la pacchia dei super stipendi in deroga ai tetti stabiliti dalla legge”. E’ il commento di Maurizio Gasparri, riportato sempre dall’Ansa.”Ora la Rai deve rispettare questo tetto che viene violato da numerosi dirigenti a partire dal direttore generale Campo Dall’Orto”.
“La decisione unanime della Vigilanza è tassativa in termini politici e giuridici – si legge la nota -. Si pone fine così a un’autentica presa in giro che i vertici della Rai hanno attuato. Spero che quando tornerà nei prossimi giorni per l’audizione prevista, il direttore generale abbia già ottemperato alle direttive della Commissione. Altrimenti si troverebbe in una imbarazzante condizione davanti alla pubblica opinione e agli abbonati che devono pagare il canone, tra l’altro adesso con modalità obbligatorie. Non si possono chiedere soldi ai cittadini violando nello stesso tempo le indicazioni della Commissione di vigilanza”, ha concluso il senatore di Forza Italia.