12 novembre 2015 | 13:20

A Torino la presentazione di ‘Origami’, settimanale de ‘La Stampa’

Per presentare ‘Origami’, il settimanale de ‘La Stampa’ oggi in edicola con il secondo numero, è stato scelto l’auditorium del grattacielo Intesa San Paolo:un luogo moderno per presentare un oggetto antico, dal sapore vintage, nato in controtendenza rispetto a quello che si pensa sia il futuro dell’informazione e del giornalismo.

Il tavolo dei relatori (da sx: Cynthia Sgarallino, Massimo Gramellini, Mario Calabresi, Cesare Martinetti, Eric Fottorino e la sua interprete)

Un prodotto, si legge su Lastampa.it, che tratta di un solo argomento per volta, esclusivamente di carta, senza pubblicità e di grande formato, quello che il giornale aveva nel 1969.  La sfida, ha spiegato ieri il direttore della ‘Stampa’, Mario Calabresi, è quella di mettere a disposizione “un momento di riflessione più lento, uno spazio di approfondimento che offra un’esperienza diversa”.

A partire dall’involucro: quell’unico foglio che permette di presentarsi ai lettori senza apparire superati né pesanti pur trattando un solo argomento in profondità. Cesare Martinetti, direttore e ideatore di Origami, ha preso ispirazione dal settimanale francese ‘Le 1′ diretto da Eric Fottorino, anche lui presente a Torino.
Nel dialogo tra i due risulta evidente come i problemi del giornalismo italiano siano gli stessi di quello francese: poco tempo per leggere e informarsi, pochi strumenti per approfondire, un eccesso di notizie che piovono senza soluzione di continuità e senza possibilità di fermarsi (o perlomeno di rallentare, come recita il claim di Origami) e su cui riflettere. È il tema del nostro tempo, divorato da smartphone, siti all news e telegiornali in diretta 24 ore su 24.

Il formato così particolare (un unico foglio di carta spessa che si dispiega fino ad arrivare a sedici pagine) è stato scelto da Fottorino come risposta alle centinaia di pagine di giornali, per lo più gratuiti, abbandonate e calpestate in metropolitana o sui marciapiedi.
“Ridare valore al contenitore è stato un modo per restituire valore anche al contenuto”, spiega Fottorino. Un giornale allo stesso tempo piccolo come un libro, ideale spazio per una poesia, medio come un giornale in cui trovare inchieste e analisi, e grande come un poster per poter illustrare i temi anche con mappe e grafici e illustrazioni.

Un prodotto “sintesi tra forma e sostanza”, come riassume l’art director Cynthia Sgarallino e che in fondo rappresenta, secondo Massimo Gramellini, il “prototipo del giornale moderno: quello capace di scegliere, spiegare e raccontare”. Che saprà condensare in un unico foglio ciò che di più prezioso i giornali ancora oggi mantengono, pur disperso in troppe pagine: la qualità.