12 novembre 2015 | 15:23

L’ad di Microsoft Nadella, per la prima volta in Italia: in arrivo una rivoluzione che renderà i big data disponibili per tutti. Il futuro dell’informatica? Gli ologrammi

E’ in arrivo una nuova rivoluzione dell’informatica: ”sta avvenendo contemporaneamente nel cloud e nel mobile” e punta a portare le grandi quantità di dati disponibili sulla rete, i cosiddetti Big Data, a disposizione di tutti, dalle piccole aziende alle start up, fino ai singoli. E’ lo scenario presentato oggi dall’amministratore delegato della Microsoft, Satya Nadella all’inaugurazione della conferenza ‘Future Decoded 201′, dedicata alle nuove tecnologie, in corso a Roma. Secondo quanto si legge su Ansa, Nadella, per la prima volta in Italia, ha anche aggiunto come il futuro dell’informatica sia rappresentato dagli ologrammi, da lui definiti una “nuova frontiera”.

Satya Nadella, ceo di Microsoft (foto Olycom)

Ci vorranno ancora degli anni, ma cambieranno il modo di usare i personal computer, ha detto. L’informatica olografica, ha proseguito, ”è uno strumento potente, che potrà trasformare, ad esempio, il modo di progettare”. Potranno utilizzarli gli ingegneri, per progettare veicoli in 3D o per simulare missioni su altri pianeti. Saranno anche un aiuto per studiare, come dimostra l’esperienza pilota in corso a Cleveland, dove gli ologrammi sono utilizzati nelle lezioni di medicina, per insegnare anatomia agli studenti. Cambieranno radicalmente i videogiochi, nei quali ci si potrà letteralmente ‘immergere’. Si stanno gettando oggi le basi di quello che Nadella chiama un ”metamondo: un medium completamente nuovo che riesce a fondere il mondo digitale con quello reale”.

All’apertura della conferenza è anche intervenuto l’amministratore delegato della Microsoft Italia, Carlo Purassanta. ”L’Italia ha bisogno di una spinta verso il futuro”, ha detto specificando come Microsoft abbia in programma una collaborazione con Fondazione Cariplo e Invitalia, con l’obiettivo di ”creare un meccanismo per selezionare le start up più promettenti e metta in relazione con le aziende per far cultura su come si ‘diventa grandi”’.