13 novembre 2015 | 18:05

Via libera dal Cda di Enel alla formazione della newco per la banda ultralarga. Plauso di Bisio (Vodafone) e Ibarra (Wind): un passo avanti per realizzare un piano di respiro nazionale. Pronti a collaborare

Con il via libera del Cda, che ieri sera ha dato mandato all’ad Francesco Starace, di costituire un newco destinata a diventare il veicolo attraverso il quale partecipare alle gare per la posa della fibra ottica, Enel si prepara aentrare ufficialmente nel progetto per la banda ultralarga. Secondo quanto si legge oggi sul ‘Sole 24 Ore’, “il capitale della newco sarebbe aperto all’ingresso di tutti gli operatori, come Wind, Vodafone, Fastweb, Telecom Italia, ma probabilmente anche alla Cdp e Metroweb se interessati”, con Enel che, continua il quotidiano, non sembra intenzionata a porre vincoli per il mantenimento del controllo.

Francesco Starace

Francesco Starace (foto Olycom)

“Il nuovo veicolo dovrebbe partecipare allo sviluppo della banda larga in Italia, all’istallazione e alla gestione delle infrastrutture. La società dovrebbe puntare in particolare alla partecipazione alle gare che dovranno essere indette per la posa nella fibra nei cluster C e D”, cioè le aree più remote, dove è meno conveniente posare la fibra, e per le quali sono stati stanziati l’agosto scorso 2,2 miliardi di incentivi.

Enel, spiega ‘Il Sole’ “farebbe coincidere l’intervento con la sostituzione dei contatori elettrici abbattendo la duplicazione dei costi, che in buona parte verrebbero scaricati sulla bolletta elettrica perchè connessi al cambio dei misuratori”. Possibile comunque una partecipazione del nuovo veicolo anche nelle altre arre, a cominciare dal cluster B.

“L’operazione avrebbe il vantaggio di consentire pari accesso alle gare pubbliche a tutti gli operatori (cosa che in passato non sempre è accaduta) e di consentire un accesso al mercato dei capitali e dei prestiti bancari sicuramente più facile e meno oneroso di quanto non possa essere per i singolo soggetti”. Detto questo restano molti i punti interrogativi e le questioni aperte, a cominciare dal ruolo di Telecom Italia, fino ad arrivare alla definizione delle modalità di remunerazione del business per i vari azionisti.

Nella mattinata sono arrivati anche i primi commenti da parte di alcuni operatori coinvolti, a cominciare dall’ ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio, che, in una nota ripresa da Ansa, ha sottolineato come la decisione del Cda Enel per la costituzione di “una società, aperta e accessibile a tutti gli operatori di tlc, va nella direzione di realizzare un piano di respiro nazionale per lo sviluppo della banda ultralarga”, ribadendo come la società sia pronta “a partecipare da subito a questo progetto e a collaborare con Enel”, nella convinzione che “sia una occasione unica e irripetibile per vincere la partita della digitalizzazione del Paese, valorizzare il contributo pubblico e privato, e realizzare una rete a prova di futuro”.

Dello stesso parerea anche l’amministratore delegato di Wind, Maximo Ibarra. “E’ un’iniziativa che va nella direzione da sempre auspicata dalla nostra azienda per superare il digital divide e dotare l’Italia di una rete in fibra, in linea con le crescenti esigenze dei consumatori e con lo sviluppo dei servizi digitali”, ha detto il manager. “Wind, ha concluso Ibarra, è pronta a collaborare da subito a questo progetto che potrà garantire le giuste condizioni di parità di accesso per gli operatori, indispensabili per una sana concorrenza e per lo sviluppo di un mercato ancor più competitivo”.