13 novembre 2015 | 14:51

Fermo rifiuto dall’assemblea generale dei giornalisti Mondadori alla chiusura delle sedi romane dei periodici: decisione inaccettabile

Un no “fermo” alla decisione di azienda e direttori di chiudere le redazioni romane di Panorama, Sorrisi e Canzoni e Chi, di trasferire 5 dei 10 colleghi da Roma a Segrate (3 di Sorrisi e Canzoni e 2 di Panorama) e di lasciare i rimanenti 5 giornalisti (1 di Chi e 4 di Panorama) a Roma, ma lavorando prevalentemente da casa. Lo afferma, in una nota ripresa dall’Agenzia Ansa, l’assemblea generale dei giornalisti della Mondadori.

“Tali provvedimenti, decisi in maniera del tutto unilaterale e contravvenendo a impegni verbali concordati appena quattro mesi fa (in sede di apertura di un nuovo Sato di crisi) di fronte a Fnsi, Associazione lombarda dei giornalisti, Associazione stampa romana e Fieg, sono – si legge nel comunicato – inaccettabili per molti motivi”.

“Le presunte esigenze organizzative addotte dai direttori per i 5 trasferimenti appaiono tutt’altro che convincenti. Su di esse aleggia il grave sospetto che si tratti di tentativi di licenziamento mascherati o, peggio, provvedimenti punitivi ad personam – sottolinea l’assemblea -; l’altra misura unilateralmente annunciata, ossia la fuoriuscita dei restanti 5 colleghi dallo spazio fisico delle rispettive redazioni non è normata, a oggi, dal nostro contratto nazionale. Temiamo possa essere un preludio per ulteriori iniziative future anche nei loro confronti. La vendita del palazzetto di via Sicilia appena effettuata non comporta la chiusura della sede romana della Mondadori, ma l’affitto di una nuova sede nelle adiacenze per i soli dipendenti dell’ufficio stampa Mondadori e di Electa. Non si riesce a capire per quale motivo non possa esservi ricavato uno spazio per tutti i nostri 10 giornalisti”. “Proprio l’amministratore delegato Ernesto Mauri ha evidenziato con legittimo orgoglio – concludono i giornalisti -, in occasione dell’ultima trimestrale, il ritorno all’utile per ben 6,6 milioni dell’intero gruppo e un margine operativo lordo di 3,3 milioni euro dell’area periodici”.

Dello statesso tono la nota diffusa, nel primo pomeriggio, anche dall’Associazione Stampa Romana, per la quale “sguarnire il presidio nella capitale offusca il prestigio dei periodici Mondadori, rappresenta un depauperamento del loro patrimonio professionale e un segnale negativo per il futuro delle testate coinvolte”. “Incomprensibilmente, l’azienda, rompendo una prassi di corrette relazioni sindacali, conclude la nota, ha rifiutato il tavolo di confronto formale richiesto dal sindacato dei giornalisti, alla ricerca di soluzioni costruttive. Negli incontri ‘informali’ tenuti a Segrate, i rappresentanti di Mondadori e i direttori di Sorrisi e di Panorama, Aldo Vitali e Giorgio Mulè, hanno fornito motivazioni opache e contraddittorie per le richieste di trasferimento e di passaggio al lavoro extraredazionale”.