16 novembre 2015 | 18:35

Dodici tra giornalisti e operatori Rai alloggiati in hotel da 500 euro a notte durante il G20 in Turchia. Campo Dall’Orto è furioso, dice ‘Il Fatto’. Con la riforma gli sprechi non saranno più tollerati

Dopo le polemiche sollevate a marzo durante il viaggio del  premier Renzi in Australia e delle copertura mediatica riservata all’evento dalla Rai, si torna a parlare delle spese per lo meno discutibili degli inviati di Viale Mazzini in occasione di eventi di rilievo internazionale. A riaccendere le luci sul tema è ‘Il Fatto Quotidiano’ che oggi parla della presenza dei giornalisti presenti al G20 in corso ad Antalya. Ma questa volta, scrive il quotidiano, a colpire non è il numero dei componenti della spedizione “un cronista per testata più corrispondente e operatori con telecamera, una spedizione di dodici persone per telegiornali che poi offrono servizi pressoché identici. Stavolta colpisce la spesa messa in preventivo”.
‘Il Fatto’ parla di migliaia di euro di spese messe in preventivo per far alloggiare le troupe in prestigiosi hotel a 5 stelle da 500 euro a notte (Regnum e Kaya Palace), inseriti nella ‘zona rossa’. Non c’è una ragione di sicurezza, visto che “gli altri colleghi italiani, dalle televisioni concorrenti ai quotidiani nazionali incluse le agenzie più importanti, hanno trovato una confortevole sistemazione molto meno cara (circa 100 euro), in alberghi a pochi metri dalla ‘zona rossa’”. Nemmeno un motivo di blasone o capriccio.

Il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Semplicemente il fatto che “pernottare nella ‘zona rossa’ consente di risparmiare qualche minuto all’ingresso per seguire gli incontri. Questione di comodità. Nient’altro. Le regole di Viale Mazzini, tranne per situazioni eccezionali, vietano all’inviato l’utilizzo di hotel di lusso: per i cinque stelle, va informata l’azienda per ottenere l’autorizzazione. E quasi sempre il direttore generale non può sapere nulla”.
Ora, scrive il giornale, Campo Dall’Orto, sarebbe furibondo e “fa trapelare che chiederà una dettagliata relazione agli uffici di Viale Mazzini. L’ex capo di Mtv e La7 ancora non ha affrontato la vicenda delle nomine, attende i poteri di amministratore delegato che arriveranno con la riforma del servizio pubblico disegnata dal governo di Matteo Renzi. Ma entro dicembre, Campo Dall’Orto dovrà cambiare o confermare i direttori dei canali generalisti e dei telegiornali e radiogiornali, e decidere anche se applicare subito l’ accorpamento delle testate previsto da Luigi Gubitosi. A quel punto, precisano da Viale Mazzini, gli sprechi non saranno più tollerati”.