16 novembre 2015 | 16:02

Dagli hashtag di Twitter al safety check di Facebook: il ruolo dei social in caso di eventi drammatici

Il Financial Times, parlando del recente attentato a Parigi, ha attribuito ai social network un ruolo chiave: la moltiplicazione delle reti di comunicazione, grazie anche alle relative applicazioni per i dispositivi mobile, è una realtà molto importante, soprattutto nel caso di eventi drammatici come quello appena successo.

Twitter è stato il mezzo più utilizzato: tramite Periscope, la piattaforma per lo streaming dei video, è andata addirittura in tilt per l’eccesso di traffico. Instagram, invece, ha offerto un album in diretta con foto e video. Snapchat, infine, ha pubblicato sempre foto e filmati di quello che è successo nei diversi punti della capitale francese, con la possibilità di commento da parte degli utenti.

Facebook è stato presente tramite Safety Check, servizio con il quale le persone possono far sapere ai propri amici di stare bene ed essere al sicuro. L’opzione è stata attivata nel 2011, in occasione del terremoto in Nepal, anche se è stato pensato per il terremoto e lo tsunami in Giappone.

Il safety check di Facebook (Foto seigradi.corriere.it)

Proprio su questo argomento, in un post condiviso più di 10 mila volte, il blogger libanese Joey Ayoub ha criticato la disparità evidente nelle reazioni alle due serie di attacchi, sostenendo che i 40 morti dell’attentato di Beirut di giovedì scorso non sono sembrati importanti tanto quanto quelli di Parigi: “Noi non abbiamo avuto un aiuto da Facebook, i francesi sì”, ha sottolineato.
Tuttavia, la critica di Facebook è stata tutt’altro che universale. Come si legge sul Corriere.it, il giornalista libanese Doja Daoud, intervistato da Al Jazeera ha spiegato che il safety check non sarebbe stato così utile a Beirut come era a Parigi: “Può essere utile ma dobbiamo tenere presente che in Libano in caso di attacco la rete salta e nessuno potrebbe connettersi a Facebook”.

Mark Zuckerberg, numero uno di Facebook, ha voluto comunque spiegare la disparità di trattamento, spiegando che: “Fino a ieri, la nostra politica è stata solo di attivare il controllo di sicurezza per le calamità naturali. Abbiamo appena cambiato ed ora è in programma di attivare la verifica di sicurezza per ulteriori disastri umani andando avanti così. Noi ci prendiamo cura di tutte le persone allo stesso modo, e lavoreremo duramente per aiutare quelle che soffrono come molte di queste situazioni come possiamo”.

Mark Zuckerberg (foto Olycom)