16 novembre 2015 | 16:15

Romani contro la D’Urso: inadeguata e insopportabile. La risposta di Brachino: solo l’editore rilascia la patente di agibilità

Dopo aver preso posizione contro il titolo di ‘Libero’ che sabato mattina ha scatenato diverse polemiche, Paolo Romani non risparmia altre critiche al mondo dei media e ieri pomeriggio si è scagliato anche contro Barbara D’Urso, definendola in un tweet “inadeguata e insopportabile”, lanciato mentre nel salotto del talk di Canale5 si avvicendavano per parlare della strage di Parigi diversi personaggi tra i quali il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il ministro degli Interni, Angelino Alfano. “Occupati di amori, canti, balli e pettegolezzi, non di problemi seri”, ha cinguettato il capogruppo di Forza Italia al Senato, chiedendo l’intervento del direttore di Canale5.

‘Io sto con Barbara D’Urso’ è stata la prima risposta in difesa della conduttrice rilanciata attraverso lo stesso social da Daniela Santachè, risposta alla quale sono seguiti altri messaggi di solidarietà da diversi esponenti del mondo politico, tra i quali l’europarlamentare Gianluca Buonanno, lo stesso Salvini e l’esponente di Scelta civica Gianfranco Librandi, che ha definito la D’Urso “capace, come pochi, di rendere accessibili a tutti contenuti non sempre facili”.

Barbara D’Urso e Paolo Romani (foto Olycom)

Nel tardo pomeriggio è poi intervenuto direttamente anche il direttore di Videonews, Claudio Brachino. “Non concordo con alcune delle opinioni espresse oggi da Barbara d’Urso durante la puntata speciale di Domenica Live dedicata agli attentati di Parigi. Opinioni che appartengono alla sua libertà espressiva di conduttrice, ma che non coincidono con la linea editoriale e politica della testata che dirigo. Detto questo non sono neanche d’accordo con tutti quelli che, con un giudizio tribale e immediato, vogliono togliere alla d’Urso la patente di agibilità, quella televisiva celebre di Popper”. “Barbara, ha detto Brachino, lavora a Videonews dal 2007 e ha condotto ore e ore di programmi in cui è passata tutta la storia degli ultimi anni, dal costume alla cronaca, alle interviste a fior di politici di altissimo livello. Con la stessa patente che aveva oggi. Viva il diritto di critica, ma la patente la rilascia, sempre e soltanto l’editore”.