17 novembre 2015 | 11:16

Il riassetto delle reti di Telecom Italia va nella direzione auspicata, dice il presidente Agcom, Cardani al ‘Sole 24 Ore’. E sul ruolo di Enel per la banda ultralarga aggiunge: il piano dovrà essere concreto prima di essere valutato

Il riassetto della rete di Telecom Italia, la partecipazione di Enel ai progetti per la banda ultralarga e le conseguenze dell’accordo tra Telecom Italia e Metroweb. Questi i temi principali affrontati da Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Agcom, in un’intervista pubblicata sul ‘Sole 24 Ore’ di oggi. L’autarità ha dato il suo via libera al riassetto della rete proposto da Telecom Italia e Cardani ha sottolineato come il riassetto di OpenAccess deciso dal board del gruppo telefonico “va nella direzione auspicata dall’Autorità. Certo la posizione dell’incumbent sarà stata sollecitata anche dalle sanzioni che di sicuro non fanno piacere a Telecom”.

Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

“La procedura scelta – ha proseguito Cardani- se non elimina del tutto, attenua però il sospetto di discriminazioni. Anche la qualità immagino possa migliorare. Siamo all’annuncio, per la realizzazione ci vorra’ tempo. Telecom dovrà affrontare un lavoro impegnativo, ma e’ necessario avere prestazioni e servizi al passo con gli obiettivi”.  Dato che il riassetto di OpenAccess “va a modificare il trattamento con gli operatori terzi, il processo -ha concluso Cardani- e’ da concordare con l’Agcom”.

Parlando della banda ultralarga e soffermandosi poi sul ruolo che Enel sembra decisa a giocare nella realizzazione del progetto, Cardani dice: “Il piano di Enel dovrà essere concreto prima di essere valutato”. Secondo il presidente Agcom, il progetto di Enel per la banda larga “dovrà rispondere ai criteri e requisiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato della Commissione Ue, di cui occorrerà tener conto nella determinazione dei progetti da finanziare con risorse pubbliche e sarà incardinato nelle nostre condizioni di regolamentazione dell’accesso alle infrastrutture”. Probabilmente, ha concluso Cardani, sarà necessario un raccordo con l’Autorità per l’energia.

“Non vedo problematiche molto diverse da quelle che ci sarebbero se la collaborazione fosse con Enel”. Così Cardani ha risposto in merito alla possibilità che un accordo di collaborazione tra Telecom Italia e Metroweb possa comportare problemi regolamentari. Quanto al problema dei prezzi praticati e all’eventualità che un’intesa tra le due società possa determinarne un rialzo, “dipende dal tipo di collaborazione e dall’eventuale segmentazione del mercato geografico sottoposto a regolamentazione, attualmente indifferenziata sul territorio nazionale. Il centro del dibattito, mi pare sia la copertura delle aree classificate come C e D, a fallimento di mercato per le quali il Governo ha stanziato un paio di miliardi che non e’ poco”, ha aggiunto.

“Il punto centrale – ha spiegato – è remunerare gli investimenti senza scaricarne tutto l’onere sugli utenti. Nelle tlc utilizziamo un modello che guarda ai costi incrementali più che ai costi storici, in ogni caso la regolamentazione dei prezzi dovrebbe far sì che la remunerazione del capitale sia adeguata anche nelle aree a fallimento di mercato. Nel modello a incentivo il contributo pubblico coprira’ fino al 70% della spesa”. Inoltre, ha concluso il presidente dell’Agcom, “dove ci sono costi da sopportare molto piu’ elevati per portare la fibra, questo dovrebbe essere riconosciuto, per far si’ che la disponibilita’ della banda ultralarga arrivi in tutte le zone del Paese. A fronte di costi piu’ elevato, lo Stato dovra’ destinare un contributo medio maggiore per la copertura e l’attivazione”.