17 novembre 2015 | 16:08

Telecom Italia: Cioffi (M5S), è strategica ma la ‘banda larga’ deve farla lo Stato

di Claudio Sonzogno - ‘’Se si vuole davvero la ‘’banda larga’’ la deve fare lo Stato ‘’. Lo dice a ‘’Prima’’ senza usare mezzi termini il senatore M5S, Andrea Cioffi, promotore del Convegno ‘’Banda ultralarga l’autostrada del futuro’’, con la partecipazione del direttore generale della Autorità Garante, Andrea Pezzoli. ‘’Quando per i ritorni dell’investimento ci vogliono molti anni e si tratta di infrastrutture strategiche, come la banda larga, indispensabile per lo sviluppo del digitale, – osserva – deve intervenire il pubblico, dopo aver interpellato, e noi lo faremo, tutti i cittadini.’’ Riguardo all’intervento del governo Renzi nel settore Cioffi ha sottolineato l’assoluta mancanza di un piano per le Tlc e soprattutto, di fronte all’escalation dei francesi in Telecom Italia, la necessità che l’esecutivo si esprima, anche ai fini della sicurezza di una infrastruttura strategica che va gestita nell’interesse dei cittadini.

Su Telecom Italia interviene anche la giornalista Fiorina Capozzi, autrice del libro sul presidente di Vivendi ‘’Vincent Ballorè, il nuovo re dei media europei’’, diventato recentemente uno dei maggiori azionisti. ‘’ La partita di Telecom Italia – rileva – è strategica, riguarda i media in Europa e il futuro tecnologico delle Tlc, ma soprattutto anche la sicurezza, perché i progetti di crescita della controllata Sparkle prevedono lo sviluppo della gestione dei dati di gran parte dell’area mediterranea, e ciò può già bastare per spiegare il forte interesse dell’imprenditore francese’’.
Il direttore generale dell’Antitrust, Pezzoli, ribadisce la posizione dell’Autorità favorevole a un gestore senza interessi a valle della infrastruttura delle Tlc, come potrebbe essere Enel. Al massimo potrebbero affiancarsi le compagnie di Tlc, ma solo come investitori finanziari e di minoranza. Infine all’economista Maurizio Matteo Decina il compito di illustrare la situazione di grave arretratezza del Paese, dove solo l’1,5 per cento ha connessioni internet superiori a 30 megabyte e più della metà della popolazione non ha una linea Adsl. ‘’Pertanto oltre alla necessità di investimenti, ben maggiori dei 2,2 mld stanziati dal governo, è indispensabile – osserva – operare per far crescere la domanda, che è poi direttamente legata alla stessa crescita del Paese, dove il digitale ha un ruolo fondamentale con lo sviluppo dei teleservizi, dal telelavoro alla telesanità, che farebbero risparmiare sia le famiglie che la pubblica amministrazione.’’