18 novembre 2015 | 18:00

La presentazione del progetto banda larga di Enel non sarà prima del 2016. L’ad Starace: opportunità chiave su cui investire con altri, Telecom come prima scelta. E sul canone Rai in bolletta: ci vorranno 2 o 3 mesi

La banda larga rappresenta “un’opportunità chiave” per Enel. E anche se l’argomento “non è presente” nel piano strategico e “non ci sono numeri”, “probabilmente farà parte della presentazione dell’anno prossimo”. Lo ha detto questa mattina a Londra Francesco Starace in apertura del suo intervento di presentazione del gruppo.

Francesco Starace

Francesco Starace (foto Olycom)

La connessione in fibra ottica che Enel è in grado di realizzare, ha spiegato, Starace, offre “un vantaggio del 30-50% se raffrontato” ai costi degli operatori telefonici tradizionali. E questo perché “la rete elettrica è da 3 a 4 volte più granulare rispetto a quella di un operatore telefonico, quindi la connettività avviene a un costo molto più basso rispetto a chiunque altro”.

“Investiremo anche con altri”, ha fatto sapere Starace, “per assicurare che i cavi in fibra ottica vengano portati nelle case degli italiani fino al contatore e daremo accesso a questa interconnettività a operatori tlc, fornitori di contenuti, emittenti televisivi, chiunque voglia raggiungere case italiane”.

“Su questo punto l’Italia è indietro rispetto all’Unione europea” ha ammesso Starace, “e il governo ha stabilito obiettivi ambiziosi”. In ogni caso, ha aggiunto, “i vantaggi in termini di costi per l’Enel sono tali che non vediamo alcun concorrente in grado di raggiungere il nostro potenziale di connessione”. Oltretutto, ha precisato, il modello per lo sviluppo della rete in fibra ottica individuato dall’Enel “è potenzialmente replicabile in altri paesi” in cui il colosso elettrico è presente.

Circa la possibilità di coinvolgere altri soggetti, come Telecom, Starace ha dichiarato: ”Abbiamo parlato con tutti gli operatori, Telecom è stata la prima. Stiamo parlando con loro e loro con noi”, ha aggiunto. “Sarebbe fantastico se ci stessero – ha proseguito Starace – dal momento che è l’operatore dominante: sarebbe più facile se Telecom fosse dentro, ma potremmo sopravvivere molto bene anche senza”. E ha ribadito: “Devono decidere loro: noi vogliamo coinvolgerli, ma siamo contenti comunque”. “Non vogliamo essere concorrenti, ma partner”.

Tornando ai motivi per cui il progetto fibra non è stato inserito nell’aggiornamento del piano presentato oggi, Starace ha spiegato: “Non abbiamo messo numeri perché abbiamo un business plan che abbiamo studiato, ma vogliamo discuterlo con le altre parti e finché non creiamo una compagnia non può accadere: adesso abbiamo una newco e il piano sarà discusso con tutti i potenziali soggetti, quindi in due-tre mesi avremo un business plan condiviso con gli altri e un update della strategia. Al momento è solo una startup e abbiamo pensato che fosse più rispettoso degli altri non dare un business plan ma prima approvarlo con gli altri”.

Prima che il canone Rai venga inserito in bolletta, invece, ci vorranno 2 o 3 mesi, ha spiegato Starace. ”Di solito servono due o tre mesi perchè una nuova voce possa essere inserita in bolletta, perchè la fatturazione ha un arco di 60 giorni”, ha detto. “Non e’ nulla di impossibile, dobbiamo solo implementarlo appena il Ministero deciderà come”.