20 novembre 2015 | 14:36

Un asse tra Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco per fondare un nuovo marchio editoriale fuori da Mondazzoli

Non si calmano le acque del merato editoriale italiano e a tenere banco è sempre ‘Mondazzoli’, il gigante nato dalla fusione tra Mondadori e la Libri con un’operazione da 127,5 milioni di euro lo scorso ottobre. E mentre si attende il verdetto dell’Antitrust che, con un suo parere negativo potrebbe far saltare tutto, come raccontava ieri il ‘Resto del Carlino’ e come racconta oggi ‘Libero’, va avanti il progetto di Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale di Bompiani, e Umberto Eco per creare una casa editrice indipendente.

Elisaetta Sgarbi (foto Olycom)

La Sgarbi si è sempre dimostrata molto critica nei confronti della fusione e già prima di ottobre aveva provato a rilevare Bompiani senza riuscirci. Le sue perplessità ruotavano soprattutto attorno al rischio di un cambio editoriale e ai tagli al personale. Oltre a lei, anche molti autori della casa editrice hanno manifestato a più riprese una certa insofferenza per l’operazione, insofferenza espressa anche attraverso un documento comune contro l’operazione. Tra le firme di maggior spicco quelle di Antonio Scurati, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Susanna Tamaro, Andrea De Carlo, capeggiati proprio da Umberto Eco, tutti autori Bompiani che, è lecito pensare, sarebbero disposti a lasciare la casa editrice insieme alla Sgarbi. E a loro, tra i nomi in uscita di peso internazionale, ci sarebbero anche Paulo Coelho e Michel Houellebecq.

Stando al racconto dei quotidiani la Sgarbi per continuare nel suo progetto avrebbe trovato un alleato prezioso in Jean Claude Fasquelle, direttore generale delle edizioni francesi Grasset&Fasquelle, che pubblica in Francia i libri di Eco. Da ultimo c’è poi da considerare anche che il figlio di Eco, Stefano, è anche responsabile dell’ufficio stampa di Bompiani.

Qualora prendesse vita, il nuovo soggetto editoriale, conclude Libero, potrebbe “rosicchiare quote di mercato importanti oggi detenute dalla Mondazzoli, che col suo 40% domina il panorama letterario, seguita a distanza da Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) con poco più del 10% e da Giunti, ferma al 5,5%”, e soprattutto potrebbe fare “in un certo senso anche il favore di Mondazzoli, perché scongiurerebbe definitivamente il rischio di monopolio, su cui si esprimerà a breve l’Antitrust”.