25 novembre 2015 | 18:41

Banche e Scuola unite per far conoscere la ‘buona’ finanza

di Claudio Sonzogno – Certo momento meno propizio non c’era per lanciare ‘’Econo-mix, le giornate dell’educazione finanziaria’’, promosse dalla Fondazione per l’Educazione finanziaria e del risparmio, nella sontuosa sede dell’ ABI, Associazione Bancaria Italiana, a Palazzo Altieri. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, nella tavola rotonda a latere non ha infatti potuto fare a meno di richiamare il deplorevole esempio di pochi giorni fa del salvataggio di ben quattro banche, giunte sull’orlo del fallimento. E ciò non è certo una buona referenza per chi punta a creare un ponte con il pubblico per contribuire all’educazione finanziaria delle famiglie italiane, che sono fra le ultime in Europa. Ma Patuelli ha assicurato, citando Dante, che l’Associazione, anche se non deroga al dovere di intervenire per sanare situazioni difficili,  non mancherà di lanciare invettive e di avere una intransigenza morale verso chi trascura i doveri di buona e corretta gestione.

Antonio Patuelli (foto Olycom)

Andrea Beltratti, presidente della Fondazione, ha lanciato poi l’idea di mettere insieme privati e pubblici per portare avanti una strategia nazionale in modo da evitare di portare in modo dispersivo i progetti di educazione finanziaria e previdenziale nelle scuole. Gli ha risposto il senatore del PD, Mauro Maria Marino, presidente della Commissione finanza e tesoro, che ha annunciato la prossima presentazione di un ddl che istituisce un comitato tecnico presso il Ministero dell’Università e quello del Lavoro per svolgere un’azione di supervisione e ‘’governance’’ dei progetti di educazione finanziaria e di verificarli sul piano della trasparenza e della conoscenza di chi gestisce i processi. ‘’In particolare – ha rilevato – bisogna distinguere chi offre consulenza finanziaria da chi opera nel campo della formazione ed educazione finanziaria.’’  Il presidente della Bnl, Luigi Abete, ha toccato il dente più dolente del problema che è quello dell’insegnamento dei fondamentali dell’economia. ‘’ Anche noi dal 2008 abbiamo cominciato a formare imprese e famiglie, nonché a promuovere l’economia presso i giovani – ha rilevato – ma al di là di ogni iniziativa che è certamente benvenuta c’è la scuola , che deve cominciare ad essere più presente tanto nell’educazione finanziaria che su quella imprenditoriale.’’

A tutti ha risposto prontamente il sottosegretario del Miur, Gabriele Toccafondi, che ha sottolineato la svolta impressa dalla ‘’buona scuola’’, che ha introdotto oltre all’autonomia e il merito, il confronto ravvicinato con la imprenditorialità, l’alternanza scuola lavoro.  ‘’Le cosiddette ‘’lezioni diverse’’ per 200 ore obbligatorie  nel triennio – ha sottolineato -  mettono ora finalmente i giovani a confronto ravvicinato con le attività economiche.

Dulcis in fundo, Tito Boeri, nella duplice veste di Presidente dell’Inps e  del Festival dell’economia di Trento. Come fiore all’occhiello ha sfoderato ‘’La mia pensione’’ , la possibilità offerta agli iscritti all’ente, che l’hanno accolta per il 30 per cento, di interagire col sito attraverso il pin personale.  Non solo per sapere quale sarà la pensione, ma anche per simulare come potrà essere se verrà cambiato l’importo dei contributi. ‘’ Una grande mancanza d’informazione, compiacente la politica  – ha rilevato – è avvenuta già vent’anni fa è cambiato il sistema da retributivo a contributivo. Tanto che non è ancora entrato in testa ai giovani quanto siano importanti i primi contributi che si versano ai fini di quanto sarà poi l’importo finale della pensione.’’ Boeri ha sottolineato che per fare educazione finanziaria il presupposto è stimolare l’interesse. ‘’Lo si può fare – ha rilevato – quando il livello è personale, come far conoscere quale sarà la pensione,  o a livello pubblico attraverso occasioni collettive, naturalmente con la garanzia della competenza e della credibilità.’’