26 novembre 2015 | 17:47

Urbano Cairo racconta al ‘Sole’ il rilancio di La7, con la ripresa della pubblicità e il saving sui costi. E sull’investimento in Rcs: è come il Torino, ha bisogno di tempo

La situazione di Rcs, l’editoria periodica “che va in maniera spettacolare” e il futuro di La7, con un ritorino alla crescita “legata a una ripresa della pubblicità, a un po’ di saving sui costi e a un eventuale inizio di affitto di banda a soggetti che volessero acquistarla, a prezzi vantaggiosi”. Questi i temi affrontati da Urbano Cairo nell’intervista pubblicata oggi sul ‘Sole 24 Ore’. Partendo dalla situazione difficile di Rcs, le cui azioni dall’inizio dell’anno hanno perso il 41% del valore, il presidente della Cairo Communication non riesce a considerare il suo investimento un “cattivo affare”. “È un investimento che ha bisogno di tempo. Anche per il Torino mi dicevano che era un investimento a perdere. E invece ora arrivano i risultati sia sportivi sia economici”.

Urbano Cairo (foto Olycom)

“È un investimento che ho fatto credendo nell’azienda e nella valorizzazione dei suoi asset. Per il momento borsisticamente non ha dato frutti. Ma rimango investitore. Dico solo che se uno è investitore e rimane tale vuol dire che valuta che l’investimento possa essere positivo”, dice, specifiacando, sull’ipotesi aumento di capitale, che “lo si sottoscrive in base alle prospettive legate anche a idee, strategie, piani industriali. C’è un Cda che dovrà decidere”.

Per quanto riguarda le sue attività, Cairo dice: “l’editoria sta avendo risultati spettacolari, con ebitda dei primi nove mesi (gennaio-settembre) a 12,5 milioni in crescita del 14,6% ed ebit a 11,7 milioni, su del 15,8%. Il tutto avendo sostenuto già costi di lancio per 900mila euro per il settimanale Nuovo Tv”. Ottimista e positivo anche il suo giudizio sulla situazione di La7: “anche la tv sta andando bene”, dice. “In verità per La7 si parla di margini negativi e raccolta pubblicitaria in calo del 10,5% nei nove mesi. Abbiamo acquistato La7 ad aprile del 2013. Da allora a oggi il mercato tv italiano calato circa del 10%. È calato molto nel 2013, in parità sostanziale lo scorso anno e con un 1,6% nei 9 mesi del 2015. Nel 2012 La7 perdeva 66 milioni di ebitda e 96 milioni di ebit quando la pubblicità era il 10% in più. Avere un’azienda che, come previsto e comunicato anche in occasione del risultato intermedio di gestione per i nove mesi del 2015, conseguirà un sostanziale pareggio del margine operativo lordo a fine 2015 lo ritengo un grande risultato”.

Tornerà a crescere la pubblicità, spiega, vista anche la crescita degli ascolti. In programma anche tagli, ma, dice l’editore “senza impattare sulla qualità dei programmi. Ricordo che in questi anni abbiamo tenuto Crozza, Mentana, Gruber, Formigli e si è aggiunto Floris che sta andando benissimo”. Per far crescere gli ascolti “per il momento ci stiamo molto concentrando nel potenziamento delle ore pomeridiane. Lo abbiamo fatto con Tagadà, la trasmissione di Tiziana Panella. Restano altre ore scoperte, come fra le 18.30 e le 20. Lì cercheremo di innestare nuovi programmi”. Per adesso non ci sarà il lancio di nuovi canali perchè “non siamo ancora alla percentuale di copertura della popolazione che abbiamo come obiettivo, vale a dire il 94-95%. Saremo oggi al 70%. Ma il nostro investimento nell’acquisto delle frequenze è in sè estremamente favorevole. Le abbiamo pagate 31,6 mln. Solo spostando La7 e La7D sul nostro Mux avremmo un risparmio di 1 mln rispetto a quanto paghiamo ora a Persidera, operatore con il quale abbiamo un accordo fino a tutto il 2016″.
“Un domani -ha aggiunto Cairo- potremmo lanciare nuovi canali. Ma potremmo anche pensare di concentrarci sullo sviluppo degli ascolti di La7 e La7D. E in quel caso potremmo comprare canali o affittare bada per broadcaster”.Quanto all’operativita’, “tra marzo e aprile -ha concluso- saremo al top della copertura. A quel punto decideremo il da farsi”.