26 novembre 2015 | 13:28

Prima critiche sul nome di Verdelli per il ruolo di direttore editoriale dell’informazione Rai. L’Usigrai: si parte con il piede sbagliato. Gasparri: in atto una privatizzazione strisciante del servizio pubblico

Non è passata a lungo inosservata la notizia della probabile nomina di Carlo Verdelli a direttore editoriale dell’informazione Rai. Tra i primi ad esprimere le proprie perplessità sulla scelta del direttore generale Campo Dall’Orto di proporre un esterno l’Usigrai e, sul fronte politico, Maurizo Gasparri. “Con la scelta come coordinatore editoriale di un esterno, per di più senza esperienza radiotelevisiva, si parte con il piede sbagliato” dice l’Usigrai in una nota diffusa questa mattina. “Siamo solo alle prime linee di intervento”, spiegando che una valutazione reale sarà possibile solo quando partirà “l’imprescindibile confronto”, che – ribadiscono – “deve essere nella direzione del cambiamento radicale, coraggioso, e dell’innovazione. Abbandonando le tentazioni di conservazione dell’esistente”.

Vittorio di Trapan, Segretario Generale Usigrai (Europaquotidiano.it)

L’Usigrai ritiene positivo che, “la riforma parta dal prodotto. E che non si parli più solo di Tg, ma di tutta l’informazione, compresa quella di approfondimento delle reti”, ma “con la scelta come coordinatore editoriale di un esterno, per di più senza esperienza radiotelevisiva, si parte con il piede sbagliato”. “In Rai ci sono professionalità adeguate a costruire il necessario percorso di radicale trasformazione”.

“In un’azienda che ha migliaia e migliaia di dipendenti, di capaci dirigenti, i nuovi vertici della Rai continuano a fare arruolamenti esterni come quello annunciato di Carlo Verdelli come super responsabile dell’informazione. Si attua di fatto una privatizzazione strisciante della Rai al servizio del partito di Repubblica”. Questo il giudizio di Maurizio Gasparri che, come riporta l’Agenzia Ansa, invoca “trasparenza”. Gasparri lamenta l’assenza di “un confronto trasparente nel Consiglio di Amministrazione” e “sprechi e lottizzazioni che umiliano le tante valide professionalità interne”.

Maurizio Gasparri (foto Olycom)

Il parlamentare parla della presenza di “un disegno politico, mentre “qualcuno, dice, deve pagare delle cambiali ai propri mandanti”. Secondo Gasparri in Commissione parlamentare di vigilanza si deve tornare a “discutere con urgenza del riassetto della realtà informativa della Rai”, sottolineando come, a suo giudizione, nel corso della sua audizione il direttore generale sia “stato fortemente evasivo e le scelte che vengono annunciate a mezzo stampa dimostrano che c’è una manovra politica, guidata da menti esterne, che stritola strutture interne che hanno consentito e consentono tuttora alla RAI di vincere la battaglia dell’informazione e degli ascolti”.