Mercato

26 novembre 2015 | 17:12

Altagamma presenta al governo un pacchetto di proposte per accrescere la competitività dell’industria

Proposte di intervento per l’industria italiana di alta gamma sono state presentate a Montecitorio durante la Quinta giornata di Altagamma. L’obiettivo, riferisce una nota, è di aumentare del 50% in dieci anni i consumi mondiali dei brand italiani.

Andrea Illy

Andrea Illy

Il presente e il futuro dell’alto di gamma italiano sono stati al centro dell’incontro che si è tenuto questa mattina a Palazzo Montecitorio. La Fondazione presieduta da Andrea Illy ha dedicato la sua Quinta giornata di Altagamma alle sfide e alle opportunità che le imprese italiane del comparto si trovano ad affrontare sui mercati internazionali. Sfide che, secondo Altagamma, è importante affrontare con una solida partnership tra pubblico e privato.

Dopo il saluto introduttivo di Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministero dell’Economia e delle finanze, il World economic forum ha presentato un estratto dello studio Digital transformation of industries che ha delineato il contesto e le sfide economiche e sociali a livello globale che anche le nostre imprese si troveranno ad affrontare, a partire dalle trasformazioni dovute al digitale.

Il vice presidente di Altagamma, Armando Branchini, ha quindi presentato il documento Aumentare la capacità competitiva dell’industria Altagamma, che è stato discusso e commentato dal vice ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dal presidente di Altagamma Andrea Illy.

Le imprese italiane dell’alto di gamma detengono una quota del 10% di un mercato mondiale che ammonta ad oltre un trilione di Euro, fa sapere Altagamma, con punte del 40% nel design, del 24% nei beni per la persona e del 24% nell’alimentare. E sono i driver di una parte rilevante dell’economia e della società italiane, occupando più di 500mila persone, esportando più del doppio delle altre imprese delle filiere in cui operano e trainando le filiere stesse che rappresentano il 25% del Pil nazionale.

Altagamma ha altresì riconosciuto alcune criticità che sono state individuate nel documento, in particolare: bassa crescita e limitata dimensione delle imprese; limitato riconoscimento delle imprese leader; debolezza nel retail; 4) mancanza di nuovi protagonisti; 5) limitata valorizzazione dei fattori differenzianti; 6) svantaggi competitivi ad operare in Italia.

Per ciascuna area sono stati formulati possibili interventi ed è stata proposta la creazione di un Tavolo strategico dell’industria Altagamma composto da rappresentanti del Fondo strategico italiano, del Fondo italiano d’investimento, di Fondazione Altagamma e con la partecipazione degli imprenditori leader delle Imprese del comparto. Il Tavolo si delinea come una cabina di regia pubblico-privata con l’obiettivo di difendere quello che funziona nel settore, creare quello che manca, rilanciare quello che funziona meno.

“Con questo documento Altagamma intende offrire un contributo propositivo e concreto al tema urgente del sostegno alle industrie culturali e creative che sono i campioni dell’italianità” dice Andrea Illy, Presidente di Fondazione Altagamma. “L’obiettivo per il 2025 è di aumentare del 50% la quota di mercato attuale dell’industria italiana di Altagamma o perlomeno di preservare la quota attuale. Riteniamo che questo percorso sia da affrontare insieme con le Istituzioni, secondo una logica di partnership pubblico-privati che l’attuale scenario macro-economico rende quanto mai necessaria”.

Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda cui hanno partecipato imprenditori e top manager di imprese appartenenti ad alcuni dei settori più importanti del comparto dell’alto di gamma italiana: Nerio Alessandri, presidente e amministratore delegato di Technogym, Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati, Claudio Luti, presidente di Kartell, Michele Norsa, amministratore delegato di Salvatore Ferragamo, Lamberto Tacoli, presidente e amministratore delegato di Crn, Gruppo Ferretti.