Mercato

27 novembre 2015 | 12:47

Arriva ‘Strada Facendo’, il bimestrale di Anas per tutti i dipendenti dell’azienda

Si chiama ‘Strada facendo’ il giornale aziendale realizzata da Anas Spa, l’azienda delle strade, per volontà del presidente Gianni Vittorio Armani. Il nome della testata, registrata al Tribunale di Roma, è stato scelto a seguito di un concorso di idee realizzato attraverso il portale intranet aziendale, e ha visto la partecipazione dei dipendenti di Anas che in un primo tempo sono stati chiamati a proporre un nome e poi hanno votato tra i 6 migliori sui 400 proposti (Strada facendo, Casa Anas, Anas InForma, Il Cantoniere, A Ruota Libera e InStrada). ‘Strada Facendo’ si è imposto ottenendo il 32% dei voti.

La pubblicazione, realizzata dalla società ‘Interno Otto’ di Roma in oltre 7000 copie cartacee, avrà cadenza bimestrale e sarà distribuito capillarmente a tutti i dipendenti dell’azienda sul territorio nazionale, dal Compartimento di Trieste alla sede di Palermo, e sulla copertina  del numero 1 presenta un collage di foto di volti puliti con un titolo che non lascia spazio alle interpretazioni: ‘Riprendiamoci l’Anas’

La redazione è composta dal direttore responsabile Mario Avagliano, giornalista, storico e saggista, che collabora con le pagine culturali de Il Messaggero e de Il Mattino, dal vice Direttore Gianluca Gioia e da Erminio Fischetti, Maurizio Roscigno e Marco Zincone, oltre a una serie di collaboratori scelti tra i dipendenti stessi di Anas.

“La nostra intenzione – ha spiegato Mario Avagliano – è quella di affrontare con il magazine gli argomenti caldi della vita dell’azienda. In questo primo numero, ci è sembrato utile parlare di due cantieri del ‘riscatto’, quello del viadotto Himera e quello del viadotto Italia, e dei colleghi che ci hanno lavorato. Nelle rubrica ‘Tipi di Anas’ racconteremo chi sono i nostri colleghi e le loro attività. Naturalmente, non gireremo la testa dall’altra parte quando la cronaca ci presenta esempi negativi da non ripetere. Chi lavora in Anas, infatti, deve sentirsi parte di una squadra”.