30 novembre 2015 | 16:21

Ezio Mauro sui giornalisti Nuzzi e Fittipaldi alla sbarra vaticana: grave non si sia ancora alzata la voce di Governo e politici. Ma anche il Papa non può predicare trasparenza e libertà e poi processare chi denuncia il marcio (VIDEO)

Il giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi, autore del libro incriminato dal Vaticano, racconta la sua esperienza e i paradossi della giustizia della Santa Sede, drante la riunione di redazione di questa mattina a Repubblica.

Il commento del direttore Ezio Mauro, in apertura della riunione di redazione del mattino: Fittipaldi è sotto processo solo per aver fattto il suo mestiere. Perchè è certo che i documenti al centro del suo lavoro non sono stati trafugati ma sono stati consegnati da persone che hanno incarichi rilevanti nella Santa Sede. L’accusa è di aver pubblicato documenti riservati che è e la dizione esatta che contraddistingue il nostro mestiere secondo i canoni occidentali e delle democrazie di cui facciamo parte. Oltretutto ogni giorno di più emerge che quei documenti hanno una rilevanza pubblica. E’ di rilevanza pubblica come la Santa Sede impiega il denaro dei fedeli, come i prelati confiscano una parte di questo denaro a uso e consumo delle loro comodità e anche quel groviglio di lotta di potere in corso – probabilmente contro Papa Francesco e con ramificazioni ,come rivela il memoriale di Mons. Balda pubblicato oggi su Repubblica – che porta a terminali italiani che si muovono sotto la soglia del Governo e che chiama in causa i soliti nomi.

Emiliano Fittipaldi: il paradosso è che la Santa Sede ci accusa di pubblicare documenti riservati  - che non lo sono e che hanno un grande interesse pubblico –  e nel rispondere a questa accusa forniscono a tutte le parti in causa notizie privatissime della vita delle persone. Un paradosso inaccettabile.

Ezio Mauro: due problemi rimangono al fondo di questa vicenda. Anzitutto che Papa Francesco non può predicare trasparenza e libertà e poi processare non gli autori del malgoverno vaticano ma chi rileva il marcio che c’è in Vaticano. E poi cercare di distruggere la vita di due persone perchè hanno evidentemente tradito una struttura di potere. Quindi c’è un problema di coerenza di questo pontificato e della segreteria che presiede da Santa Sede.
L’altro tema riguarda il presidente del Consiglio e il ministro della giustizia e i politici del nostro Paese. Nel caso dei marò è stato sollevato un problema di giurisdizione e di diritto alla difesa, nel caso di Nuzzi e Fittipaldi non si è sentita la voce di alcun politico per una sudditanza che non si capisce che titolo abbia nei confronti del Vaticano o peggio per una noncuranza nei confronti dell’Articolo 1 della Costituzione.