Editoria

02 dicembre 2015 | 17:20

Il presidente Inpgi, Camporese: l’ente è in difficoltà ma rimane solido. Dobbiamo superare il momento attuale

(ANSA) L’Inpgi “è in una fase di difficoltà ma non lo posso definire un ente non solido. Il tema è superare il momento attuale. Un giornalista neoassunto oggi è tecnicamente in equilibrio, avrà cioè una pensione adeguata a ciò che versa”. Così il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, ascoltato in audizione dalla Commissione di controllo degli enti previdenziale, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla situazione economico-finanziaria delle Casse privatizzate. ”Il tema – proseguito Camporese – è la cosiddetta ‘gobba’ di requisiti molto più premianti nel passato.

Andrea Camporese, presidente Inpgi (foto Olycom)

Andrea Camporese, presidente Inpgi (foto Olycom)

Abbiamo davanti 20-25 anni di ‘gobba attuariale’ in cui bisogna pagare promesse pensionistiche privilegiate stabilite nel passato”. Superata la gobba, lo studio attuariale consegnato ai ministeri vigilanti indica una crescita del patrimonio dell’Ente ”progressiva e rilevante”. La riforma varata dal cda Inpgi e sottoposta al vaglio dei ministeri, interviene su varie materie e agisce sul fronte prestazione e contributi, ha ricordato ”Una volta approvata la riforma porta, su 100 milioni di passività, un flusso di cassa immediata di circa 30 milioni. I rimanenti 70 sono il frutto – ha spiegato ancora Camporese – dell’evoluzione applicativa della riforma che nel decennio va ad assorbire l’intera passività dell’ente”. Nei tre anni precedenti, ha precisato Camporese, ”è successo che il giornalismo italiano ha perso il 6% medio di occupazione l’anno. A fronte del 3,8% che perdeva il Paese noi perdevano il 17-18%. E’ successo qualcosa – ha proseguito descrivendo la crisi che ha colpito il settore – che non ha precedenti nella storia”.

Un peggioramento dei conti rilevante eppure difficilmente prevedibile, con 500 aziende editoriali che hanno aperto stati di crisi. ”Come – ha detto il presidente Inpgi – se si fosse verificata la fine di un modello industriale, un aspetto sul quale le parti sociali è opportuno che si soffermino, ragionino e studino soluzioni”. Nonostante una crisi senza precedenti, l’ente di previdenza dei giornalisti ”ha speso 300 milioni di euro in ammortizzazione sociale, ha mostrato una capacità di tenuta eccezionale, ha avuto una reazione all’altezza di cui sono orgoglioso” ha puntualizzato. ”Non sto descrivendo il migliore dei mondi possibili, noi siamo estremamente preoccupati” ha detto Camporese ricordando che l’Inpgi conta su 2 miliardi di patrimonio, ha 100 milioni passività e la prestazione pensionistica media è pari a circa 65mila euro. ”300 nuove assunzioni con gli sgravi non sono la soluzione ma un segnale di ossigeno” ha concluso. (ANSA, 2 dicembre 2015)