Editoria

03 dicembre 2015 | 18:30

Scalfari a ‘Otto e mezzo’ su La7: non lascerò Repubblica e continuerò a scrivere di domenica. La scelta di Calabresi? Probabilmente avrei fatto il suo nome (VIDEO)

“Non lascerò Repubblica”. Così il fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, ha posto fine alle polemiche sorte intorno alla sua reazione dopo la scelta di Mario Calabresi come nuovo direttore al posto di Ezio Mauro, raccontando i retroscena del suo rapporto con Carlo De Benedetti. “Io ho avuto un minimo di delusione, di fastidio – ha detto – del fatto che l’ingegnere De Benedetti non mi abbia consultato prima di decidere il nuovo direttore della testata ma me lo abbia comunicato quando il consiglio di amministrazione aveva già deciso. Visto il grande affetto reciproco, pensavo mi consultasse, anche se probabilmente gli avrei dato il nome di colui che poi sarà il direttore, Mario Calabresi. Ha pensato ‘Io decido un nome, e se poi Eugenio ne fa uno diverso, gli faccio uno sgarbo’. Dopodichè, De Benedetti mi è venuto a trovare e mi ha chiesto scusa”.

Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica (foto Olycom)

Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica (foto Olycom)

In merito all’ipotesi che potesse smettere di scrive ogni domenica sul giornale, Scalfari chiarisce: “Ho chiesto di scrivere senza una data fissa ma quando ho voglia di scrivere, perchè una rubrica fissa richiede un grande lavoro di preparazione, la lettura di un gran numero di giornali ed è faticoso. Poi è venuto Mario Calabresi e mi ha chiesto di continuare con la rubrica domenicale per una serie di ragioni, tra cui due soprattutto: “Quello che tu scrivi serve anche a me per entrare definitivamente dentro l’atmosfera di Repubblica”, mi ha detto, e poi che priverei il paese di una voce importante. Allora ho accettato tutto e continuerò a scrivere di domenica”.

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