04 dicembre 2015 | 12:16

La versione italiana di TechCrunch e Engadget allo studio di Aol, che intanto presenta la nuova offerta nel programmatic adv sfidando Facebook e Google

di Roberto Borghi – Dopo l’annuncio dell’accordo strategico decennale tra Aol e Microsoft in nove paesi, tra cui l’Italia, l’azienda ha presentato nel corso dello Iab Forum la propria strategia per il mercato italiano con Lewis Sherlock, Head of Enterprise Strategy, Interational Aol e Christina Lundari, Managing Director di Aol per l’Italia.

Christina Lundari

Christina Lundari

L’accordo offre nuove opportunità di vendita attraverso una partnership strategica tra la squadra che già gestisce le property online di Microsoft — tra cui Windows, Skype, Outlook.com, Xbox LIVE, MSN — e il team di Be On, la piattaforma di branded video syndication di Aol, in Italia da tre anni.

“Vogliamo competere con Google e Facebook diventando  la scelta privilegiata per la monetizzazione delle inventory. Attvità che portiamo avanti grazie a un team nuovo che in parte arriva da Microsoft Advertising e in parte da Aol”, dice Lundari. “Aol ha in pancia piattaforme di contenuti e soluzioni adv d’avanguardia tra cui HuffPost, TechCrunch, Aol On e Be On; Adap.tv (video in programmatic); One by Aol, piattaforma cross screen (incluse le linear tv);  Convertro, e Partner Studio per creare un contenuti branded-content per gli inserzionisti. Inoltre la più recente acquisizione Millennial Media, piattaforma programmatica open market in grado di gestire un sistema di monetizzazione da mobile di oltre 65.000 app, raggiungendo oltre 20 milioni di utenti in Italia”.

In occasione della presentazione allo Iab Forum  è emerso che Aol ritiene di grande interesse lo sviluppo di una versione italiana di due tra i suoi maggiori brand editoriali, TechCrunch e Engadget, anche se una nota del gruppo smorza gli entusiasmi. “TechCrunch e Engadget sono tra le property del gruppo AOL che attirano un grande numero di utenti anche dall’Italia, benché si tratti di pubblicazioni in lingua inglese”, precisano in Aol, “nell’ottica di ampliare l’offerta editoriale per il mercato italiano, l’azienda riconosce che poter disporre dei due magazine anche in lingua italiana, sarebbe un grande vantaggio per lettori e brand. Ma al momento è solo un desiderata locale. Non ci sono ancora progetti per concretizzare questa ambizione”.