04 dicembre 2015 | 18:31

Una frase di James Murdoch alimenta le voci sulla possibile decisione di vendere le quote di Sky. Le ipotesi del Financial Times sui possibili acquirenti e sui cambi di strategia di 21st Century Fox

Ventisette anni fa erano in molti a pensare che il lancio di Sky potesse essere una scommessa rischiosa, compreso lo stesso Rupert Murdoch. Dopo più di un quarto di secolo i risultati ottenuti possono far pensare a una scommessa largamente vinta, con la piattaforma che, soprattutto grazie ai diritti della Premier League, è diventata non solo la pay tv dominante nel mercato inglese, ma ora opera anche nel mercato tedesco e italiano. Per un totale di 21milioni di abbonati, ai quali si devono aggiungere i 4milioni di utenti che guardano i programmi Sky su altri servizi come Virgin Media, e una capitalizzazione pari a 14miliardi di sterline.

James Murdoch (foto Olycom)

James Murdoch (foto Olycom)

Della piattaforma Rupert Murdoch, attraverso la 21st Century Fox possiede il 39% delle azioni, ma è bastata una dichiarazione di uno dei figli del magnate australiano per far supporre possano esserci in arrivo delle novità. Il figlio James, che con il fratello Lachlan gestisce l’impero creato dal padre, al The Hollywood Reporter ha infatti detto “avere il 40% di un’azienda che non consolidiamo, non è l’ideale”, una frase sibillina che, spiega il Financial Times, si apre a due possibili interpretazioni, anticipando o la decisione di comprare nuove azioni oppure di vendere le quote.

Tra i papabili pretendenti è stato fatto il nome di Vivendi, la media company francese controllata da Vincent Bollorè che possiede Canal Plus e Universal Music. Anche Vodafone potrebbe essere interessata, anche se  sembrerebbe, scrive il giornale, più propensa a mettere le mani su Virgin Media controllata da Liberty Global di John Malone. Bt, in contrasto con Sky per questioni di diritti sportivi, potrebbe essere un altro candidato. Così come ComCast, il gigante della tv via cavo americana, che dopo il fallimento del progetto di fusione con Time Warner Cable, potrebbe vedere in Sky una base europea per una potenziale espansione.

Naturalmente, i Murdoch e Fox potrebbero scegliere di non vendere, sottolinea FT. Già quattro anni fa, quando Fox era ancora parte di News Corp, aveva cercato di aumentare la porpria partecipazione in Sky, ma aveva poi lasciato cadere l’offerta in seguito alle pressioni politiche dopo lo scandalo intercettazioni che aveva investito la società nel Regno Unito. Potrebbero aver cambiato idea? Negli ultimi anni soprattutto con l’on-demand è molto cambiato il modo di guardare la tv. E Sky in una situazione così frammentata, dà a Fox un corridoio diretto per raggiungere gli spettatori.

In ogni caso, le mosse dei Murdoch potrebbero far trasparire un cambio di strategia, con la volontà di puntare su brand che distribuiscono contenuti su differenti piattaforme. Come potrebbero dimostrate il tentativo, l’anno scorso, di Fox di comprare Time Warner, che tra gli altri controlla anche Hbo e Warner Brothers Studios, o la recente scalata per il controllo dei vari asset di National Geographic.  Insomma, conclude il giornale, Sky ha segnato un’epoca in Europa, ma ora il suo futuro potrebbe essere con un altro prietario.