04 dicembre 2015 | 18:32

Chiesto il rinvio a giudizio del patron di Esselunga Bernardo Caprotti e dei giornalisti Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi nell’ambito dell’inchiesta per diffamazione contro Coop

(ANSA) Il pm di Milano Gaetano Ruta ha chiesto il rinvio a giudizio del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, del direttore di Libero Maurizio Belpietro e del giornalista Gianluigi Nuzzi nell’ambito di un’inchiesta con al centro una presunta campagna diffamatoria contro Coop Lombardia. La campagna si sarebbe svolta attraverso una ‘ricettazione’, con l’acquisto di un cd-rom contenente telefonate illecitamente registrate sulla linea del direttore della Coop di Vigevano (Pavia) per consentire ai giornalisti di “realizzare servizi contro Coop Lombardia, concorrente commerciale di Esselunga”.

Bernardo Caprotti, si legge nell’avviso di chiusura indagini, è accusato di essere il “finanziatore della campagna diffamatoria” contro la concorrente Coop, al centro dell’inchiesta coordinata dal pm di Milano Gaetano Ruta che vede tra gli indagati il petron di Esselunga e i giornalisti Maurizio Belpietro e Gianluigi Nuzzi. Sulla richiesta di rinvio a giudizio si esprimerà il gup (l’udienza preliminare non è ancora fissata).

Secondo il pm Ruta, si legge nell’avviso di chiusura indagini, Caprotti, Belpietro e Nuzzi “in concorso tra loro acquistavano un cd-rom contenente telefonate illecitamente registrate sulla linea telefonica di ufficio” del direttore della Coop di Vigevano “ceduto” dai titolari di una società, la Servizi d’Investigazione e Sicurezza (Sis) che “si occupava di gestione della sicurezza in Coop Lombardia”.

Un’operazione effettuata, secondo l’accusa, per consentire a Belpietro e Nuzzi di realizzare, nel 2010, “un servizio giornalistico sfruttando il contenuto delle suddette intercettazioni illecite” e screditare la concorrente di Esselunga.

In cambio della fornitura del materiale, la Sis avrebbe anche ottenuto due contratti di appalto con Esselunga per “servizi di vigilanza armata presso alcuni punti vendita e servizi logistici”.

Il 13 gennaio 2010 venne quindi pubblicato il primo articolo su Libero “dal titolo ‘La Coop ti spia’” nel quale “si riferisce che Daniele Ferré avrebbe partecipato a un incontro per la consegna di un cd-rom contenente oltre 800 telefonate raccolte illecitamente nei confronti di dipendenti della Coop Lombardia”.

Altri articoli comparvero poi sul quotidiano il 14 e il 15 gennaio 2010, riportando “circostanze” che il pm definisce “tutte radicalmente false”. (ANSA, 4 dicembre 2015)

Maurizio Belpietro, direttore di Libero (foto Olycom)