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05 dicembre 2015 | 9:40

Grande libro della stampa e dell’informazione on line

Esce allegato al nuovo numero di ‘Prima Comunicazione’, in edicola e su smartphone il ‘Grande libro della stampa e dell’informazione on line’ edizione 2015-2016, disponibile anche su tablet.

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Uscito per la prima volta nel 1991, il Grande Libro della stampa italiana e dell’informazione on line tocca quest’anno il traguardo dei 25 anni. Un quarto di secolo in cui il supplemento annuale di Prima ha raccontato i cambiamenti spesso tumultuosi che hanno attraversato e tuttora attraversano l’universo dell’informazione nel nostro Paese. Con la certezza di fornire uno strumento informativo essenziale per il mondo dei media e per tutti quei centri di elaborazione e di studio in cui si formano le nuove leve – scuole di giornalismo, università, corsi di specializzazione – e che investigano sui temi del giornalismo e delle scienze della comunicazione.

L’edizione 2015-2016 comprende 86 quotidiani (nel calcolo sono comprese anche agenzie stampa, siti dei quotidiani cartacei e, novità positiva, un numero crescente di testate on line), 38 settimanali (alle schede si aggiungono 22 colonnini che forniscono le informazioni essenziali relative ad altrettante testate) e 71 mensili (più, anche qui, altri 81 colonnini). Accompagnano le schede delle tre sezioni le biografie dei direttori (142 in tutto) e, alla fine, due sezioni di servizio che forniscono le schede relative a tutte le case editrici e a tutte le concessionarie di pubblicità, in modo che siano facilmente raggiungibili e contattabili per telefono e on line.

In merito a quanto accaduto nel 2015, c’è soprattutto un aspetto da segnalare: di fronte alla crisi della carta, che colpisce in maniera più forte il comparto dei periodici (mentre andiamo in stampa arriva la notizia di altre chiusure), riesce a limitare i danni o, meglio ancora, si salva e progredisce chi integra la redazione cartacea con quella web, chi sviluppa contenuti speciali (sulla carta e, soprattutto, on line), chi riesce a rafforzare la propria community di lettori giocando su più di una piattaforma.

Il ‘digital first’ ha superato la fase pionieristica diventando patrimonio non più soltanto dei maggiori quotidiani nazionali, ma anche di larga parte dei quotidiani locali. E a questo sviluppo si accompagna, da parte delle testate più avvertite, un’intensa attività sui social media. La terza gamba dell’evoluzione in corso è quella degli eventi, ormai componente essenziale dell’identità dei brand editoriali oltre che apporto economico indispensabile a fronte di una contrazione dei tradizionali ricavi da diffusione e da pubblicità.

Infine, è inevitabile constatare che i direttori alla guida dei giornali continuano a essere soprattutto uomini: 67 contro 6 donne nei quotidiani, 14 a 10 nei settimanali, 25 a 20 nei mensili. Ancora troppo poco. L’altra piattaforma su cui investire se si vuole superare la crisi, assieme a quelle tecnologiche e di contenuti, è umana: valorizzare il talento femminile.

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