09 dicembre 2015 | 11:54

Apple lancia nella sua app di News una selezione di notizie scelte per essere più simile a un giornale. In arrivo anche alcune novità per gli editori con l’integrazione con i servizi di ComScore

Daniela Colombo – A qualche mese dal suo lancio, modifiche in vista per Apple News, con l’obiettivo di renderla più attraente sia per i lettori che per gli editori. Secondo quanto si legge sul sito Re/code, in questi giorni Cupertino ha rilasciato un aggiornamento con due componenti, rispettivamente dedicate ai lettori e agli editori. Per i primi, Apple ha pensato di introdurre una raccolta di ‘top stories’ scelte dai suoi editor e pubblicate due volte al giorno, al mattino e al pomeriggio. Un cambio nella filosofia di partenza dell’applicazione, dove la selezione doveva essere basata solo sui gusti e sugli interessi dei lettori.

Tim Cook, Ceo di Apple

Tim Cook, Ceo di Apple (foto Olycom)

La seconda novità riguarda gli editori che hanno un accordo con Apple per l’utilizzo dei contenuti e prevede l’introduzione di ComScore per contabilizzare le visualizzazioni generate dai contenuti stessi in modo da consentire loro di ottenere degli advertiser credit.  Il mancato coinvolgimento di ComScore era stata tra l’altro una delle principali critiche rivolte a Apple News dagli editori che comunque, ricorda il sito, sarebbero un po’ delusi per le prestazioni e il numero di visitatori generati finora.
Apple al momento non ha commentato, ma il fatto che adesso non solo sia prevista l’introduzione di storie scelte ‘a mano’, ma che queste storie siano selezionate da alcuni editori mainstream come Bloomberg, CNN e il New York Times, è una dimostrazione di come l’app sia ancora considerata ‘in divenire’.

Una delle questioni sulle quali gli editori però non si lamenteranno, nota Re/code, sono i termini di accordo per l’accesso ai contenuti. Infatti gli editori ottengono da Cupertino il 100% dei guadagni pubblicitari che generano dai loro contenuti mentre Apple darà loro il 70% dei guadagni ricavati dalle pubblicità che riesce a vendere direttamente.

Una situazione che, conclude il sito, un anno fa avrebbe potuto creare del nervosismo tra gli editori, ma non certo ora, nell’epoca degli Instant Articles di Facebook o del Discover world targato Snapchat. La questione, dunque, per gli editori non è se pubblicare o meno su altre piattaforme, ma è su quale di queste vogliono investire e Apple sta ancora cercando di organizzare la sua.