Editoria

09 dicembre 2015 | 13:13

Quasi un titolo su 10 pubblicato in Italia ha un mercato straniero. Narrativa e libri per bambini i generi più ricercati; in diminuzione l’interesse per saggistica e illustrati. I dati Aie

Quasi un titolo su dieci pubblicato oggi in Italia ha un mercato straniero. E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, su 1.200 editori, per conto dell’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata lo scorso 7 dicembre a ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria conclusasi ieri, 8 dicembre a Roma.

Una fotografia su come l’editoria italiana si presenta all’estero, nell’acquisto e nella vendita dei diritti, grazie alla rilevazione dei dati di vendita/acquisto 2015 e 2014 dei diritti dei segmenti Narrativa, Bambini, Saggistica, Illustrati ecc.

Secondo la ricerca, la tendenza dominante è quella di acquistare più che vendere titoli ma, rispetto al 2001, è triplicato il peso dei titoli venduti all’estero rispetto alle novità pubblicate: se 15 anni fa erano il 3,2%, oggi sono il 9,5%. In termini assoluti oggi gli editori italiani acquistano 10.672 titoli, ne vendono la metà: 5.844.

Cambia l’interesse del resto del mondo per la nostra editoria: cresce l’attenzione per la narrativa e gli scrittori italiani (+ 261,6% rispetto al 2007. I titoli di narrativa ceduti nel 2007 coprivano una quota del 17,7%, oggi raggiungono il 36,2%), e per i bambini e ragazzi (+107,1%; coprivano una quota del 28,8% nel 2007, oggi rappresentano il 35,6%). Diminuisce invece il peso di saggistica (-1,4%, passando da una quota del 27,9% del 2007 al 16,4% del 2015) e degli illustrati (-33%: copriva una quota del 17,7% nel 2007, oggi si attesta sul 7,1%). La prima, commenta l’analisi, come effetto indiretto del ruolo dell’università italiana, la seconda sconta gli elevati costi di realizzazione nel mercato odierno.

Il 51,3% dei titoli venduti interessano l’Europa, il 19,7% il Centro e il sud America, ‘solo’ il 6,5% il Nord America (anche se il dato è in crescita rispetto al 2007), il 14,3% l’Asia e il 5,2% l’Area del Pacifico. Sul versante degli acquisti, gli editori italiani ‘importano’ sempre più titoli di narrativa (+50,1% rispetto al 2007) e libri per bambini e ragazzi (+38,4%), sempre meno saggistica (-16%) e illustrati (-3,2%). Il mercato di riferimento resta l’Europa, con il 54,5% dei titoli acquistati, seguiti dal 28,5% (in calo rispetto al 2007) di quelli dal Nord America e dal 13% dall’Asia.

Cresce il peso dei piccoli all’estero. Pur rappresentando una porzione ancora limitata nella vendita dei diritti all’estero, il 10,5%, sono cresciuti rispetto allo scorso anno del 9,2%, in linea con gli editori maggiori. Le loro vendite si concentrano principalmente nella saggistica e nell’illustrato con percentuali che per la prima ruotano attorno al 37,2%, mentre per il secondo al 30,9%. La narrativa si attesta al 14%, mentre i libri di bambini e ragazzi al 6%. Quasi la metà dei titoli acquistati, 49% per l’esattezza, riguardano invece la manualistica, libri di self help, tempo libero e lifestyle, mentre 1 titolo su 4 (il 24,7%) è di narrativa. Seguono staccati saggistica e libri per bambini e ragazzi, fermi al 15,5% e al 9,1%.

“In un’epoca di forti cambiamenti per l’editoria, i mercati esteri rappresentano un traino importante per il settore, come dimostrano i dati emersi dalla ricerca che, nell’arco di oltre 14 anni, hanno visto triplicare le vendite all’estero dei diritti”, ha ricordato il presidente dell’Agenzia Ice, Riccardo Maria Monti, sottolineando come, l’incremento delle esportazioni della piccola e media editoria salito del 9,2%, sia in linea con i maggiori editori.