09 dicembre 2015 | 18:45

Cambio di direzione a Repubblica: parla Carlo De Benedetti

In riferimento alla ricostruzione giornalistica sul cambio di direzione a Repubblica data da Prima nel numero in edicola, premesso che sull’argomento non ho mai avuto alcun contatto nè con la direzione di Prima, pur essendo stato cercato telefonicamente da Alessandra Ravetta, nè con giornalisti suoi o di altre testate, tengo a precisare che mai e poi mai ho messo in dubbio eredità e lavoro di Ezio Mauro, che mi sarei augurato di avere alla direzione del giornale per molto tempo ancora.

Carlo De Benedetti (foto Olycom)

E’ stato solo, ed esclusivamente, lui a decidere di lasciare, dopo vent’anni, la guida del giornale. Successivamente, preso atto di questa sua irrevocabile decisione, il sottoscritto, l’Amministratore delegato ed infine il Consiglio di amministrazione, abbiamo individuato in Mario Calabresi il nuovo direttore. Si tratta pertanto di una decisione condivisa, e non presa in solitudine da me, secondo la giusta logica che è poi alla base dello spirito con il quale si opera nel nostro Gruppo’
Con i migliori saluti
Carlo De Benedetti, New York

Caro Ingegnere,
sono piuttosto sorpresa dalla sua lettera dove, per altro, lei ha la bontà di ammettere che io stessa l’ho cercata invano. Arriviamo al punto: nessuno di noi le ha mai contestato (né tanto meno scritto) il diritto di nominare il direttore che più le pare e le piace. Nessuno di noi ha mai scritto che lei abbia “messo in dubbio l’eredità e il lavoro di Ezio Mauro”, la cui capacità è indiscussa e ampiamente dimostrata lungo ben vent’anni di direzione.

Su Prima Comunicazione abbiamo ricostruito le fasi dell’avvicendamento alla direzione del quotidiano che lei possiede. Un avvicendamento avvenuto, e questo è innegabile, con qualche sommovimento tellurico: Ezio Mauro ha scelto di andarsene commentando con sottile e forse amara ironia: “Penso che quando capisci che è arrivato il momento di mettere un punto finale, è bene che lo faccia tu invece di lasciarlo fare ad altri”, aggiungendo per altro di avere avvisato l’amministratore delegato del gruppo, Monica Mondardini, fin da settembre. Lei, in qualità di editore, ha dunque scelto il successore non ritenendo però necessario condividere quella decisione con il fondatore di Repubblica, al punto che Eugenio Scalfari ha minacciato di sbattere la porta. Grazie poi a un recupero della relazione, i toni si sono addolciti tanto che Scalfari ha annunciato che continuerà a firmare i suoi editoriali domenicali. Cosa ci contesta, egregio Ingegnere? L’opinione che ci siamo fatti di tutta questa vicenda? E che cioè lei, dopo tanti anni e due direttori tostissimi, sia diventato davvero e per la prima volta padrone del quotidiano di Largo Fochetti? Beh, la nostra è appunto un’opinione. E ce la teniamo ben stretta.

Cordiali saluti
Alessandra Ravetta
Condirettore di Prima Comunicazione