09 dicembre 2015 | 18:18

La proposta Ue: dal 2017 si potranno vedere contenuti online in abbonamento anche fuori dal proprio Paese. Mediaset: importante però non sovvertire le dinamiche di mercato

Poter guardare come a casa, anche quando si è temporaneamente in viaggio all’estero, le partite di calcio, i film, le serie tv, o ascoltare musica e leggere gli e-book per cui si paga un abbonamento nel proprio Paese di residenza. E’ la rivoluzione della “portabilità dei contenuti” online avanzata oggi dalla Commissione Ue, che ne propone l’entrata in vigore dal 2017, in parallelo con la fine dei sovraccosti del roaming.
Si tratta del primo provvedimento di Bruxelles per l’ammodernamento del copyright, scrive l’agenzia Ansa, aggiungendo anche che tra i propositi della Commissione c’è la valutazione del ruolo dei servizi di aggregazione di notizie per assicurare una “distribuzione più equa dei benefici” del copyright. In ogni caso, continua l’agenzia, non è prevista l’introduzione di una tassa sui link ad articoli, video o altri contenuti protetti dalla proprietà intellettuale.

Guenther Oettinger (foto Olycom)

Guenther Oettinger, commissario Ue al digitale, ha definito le proposte presentate oggi solo un “antipasto”. “Il grosso della riforma del copyright arriva l’anno prossimo”ha detto, assicurando che nel 2016 presenterà le proposte su “licenze ed equo compenso” degli autori, oltre a quelle sulle “deroghe” sul pagamento del copyright che includeranno l’istruzione, il data mining per scopi di ricerca e i disabili. Il commissario Ue al digitale ha inoltre spiegato come le proposte sulla portabilità dei contenuti digitali siano “una via di mezzo intelligente” data l’opposizione che incontra sia tra i 28 stati membri, che la devono approvare, che nel “mondo creativo”. “Abbiamo ambizione, ma siamo anche realisti”, ha concluso, ricordando come per questo la portabilità sia legata alla residenza abituale per evitare abusi come l’acquisto di un abbonamento a prezzo più basso in un Paese per usarlo in modo permanente in un altro dove invece i prezzi sono più elevati.

Nel pomeriggio, sempre l’agenzia Ansa ha ripreso alcuni dei commenti fatti a riguardo delle proposte della Commissione Ue. Cauta la reazione dei consumatori europei del Beuc, che hanno definito le prime misure della Commissione Ue per realizzare il mercato unico digitale un “risultato misto”, giudicando positivamente la scelta di consentire l’accesso anche dall’estero ai propri abbonamenti ai contenuti digitali online, ma rimarcando il rischio di frammentazione e di riduzione delle tutele sul fronte dei diritti dei consumatori per gli acquisti online. Secondo l’associazione quello che manca in particolare è una proposta legislativa per porre fine al geoblocking. Di ugual parere l’associazione degli industriali Ue di BusinessEurope, che esprime il “sostegno all’approccio di armonizzazione” ma anche “cautela” sulle scelte che riguardano l’ambito e la sostanza che “potrebbero potenzialmente diluire i vantaggi” per le imprese, tra cui lo spostamento dell’onere della prova dal consumatore al venditore.

Non è mancato nemmeno il commento di alcune delle parti interessate alle disposizioni. “Siamo impegnati a fornire a tutti gli utenti di Netflix una grande programmazione ovunque si trovino”, ha fatto sapere la web tv americana attraverso un suo portavoce aggiungendo come stiano già studiando la proposta dell’Unione Europea.

“La portabilità del proprio abbonamento pay all’estero in mobilità? Niente in contrario, a condizione che non vengano sovvertite le dinamiche del mercato. Ma è un po’ cominciare dalla coda. Non scioglie nodi più urgenti, come ad esempio l’enforcement sulla difesa dei contenuti”, commentano da Mediaset. “Servono norme europee contro la pirateria  e a protezione dei contenuti audiovisivi. Chiarimenti sul regime di responsabilità degli intermediari. E’ questa la deriva che rischia di mettere in crisi il modello mondiale di business che ha permesso all’industria culturale di crescere, il resto rischia di essere solo demagogia”.