10 dicembre 2015 | 12:11

Il native advertising può funzionare anche sulla carta stampata. Ecco come ha fatto il magazine Usa Mental Floss

Si può declinare il native advertising anche per la carta stampata. Il magazine statunitense Mental Floss, che tratta fatti e curiosità in modo ironico e leggero, ha offerto un esempio di come la forma di pubblicità tipicamente digitale, nata assumendo l’aspetto dei contenuti del sito Internet o social network per il quale essa è ideata, sia in realtà adattabile anche a riviste cartacee.

Come riferisce il sito Foliomag.com, Toyota voleva realizzare una pubblicità creativa del pick up Tacoma sull’edizione speciale di Mental Floss di dicembre 2015, dedicata alle 500 persone più importanti nella storia, e voleva farlo traslando sulla carta stampata contenuti pubblicitari ideati per il web. Motivo per cui Toyota non si è accontentata dei tradizionali inserti della rivista e ha lavorato con il marketing di Mental Floss per trovare una soluzione innovativa.

“Siamo partiti dai format tradizionalmente utilizzati sul nostro magazine”, spiega Tara Mitchell, vicepresidente marketing di Mental Floss, “che constavano di 12 pagine intere riservate alla pubblicità, ma Toyota non voleva procedere su questa strada”.

La soluzione individuata da Toyota e Mental Floss prevede così una serie di strisce verticali e orizzontali delle dimensioni di 1/3 di pagina, più quattro pagine piene, che gradualmente svelano il pick up Toyota in diverse situazioni, incuriosendo il lettore. Lo stemma della Toyota non compare prima del 9° inserto, dove si vede l’effige sul portellone del pick up. Alle pagine 14 e 15 si incontrano, invece, le parti di testo della campagna.

La campagna di Toyota Tacoma prosegue con altre uscite sull’edizione stampata di Mental Floss e si integra anche con il digitale. Mentre Mental Floss prevede di realizzare simili e nuove pubblicità nel 2016.

“Si sente ripetere spesso che nel mercato dell’editoria le esigenze del lettore vengano prima di quelle dell’inserzionista”, ha dichiarato l’editore di Mental Floss, Molly Bechert. “Noi pensiamo di poter mettere prima il lettore, ma andando contemporaneamente incontro alle esigenze dell’inserzionista. Il contenuto che abbiamo ideato con Toyota funziona sia per il lettore sia per Toyota”.