11 dicembre 2015 | 15:12

Rinviato a giudizio in Albania il proprietario di Agon Channel, Francesco Becchetti. Diversi i capi d’accusa, dal riciclaggio all’evasione per decine milioni di euro

La magistratura albanese ha fatto sapere oggi di aver concluso l’inchiesta e rinviato a giudizio l’imprenditore romano Francesco Becchetti, proprietario della prima tv italiana delocalizzata oltre Adriatico, Agon Channel, in onda sul digitale terrestre. Nei suoi confronti, riferisce l’agenzia Ansa, pendono almeno quattro capi di accusa, dal falso in documentazione all’appropriazione indebita, riciclaggio di denaro ed evasione.

Secondo gli inquirenti albanesi Becchetti avrebbe messo in piedi fra il 2007 e il 2013 “un gigantesco meccanismo di riciclaggio”, che gli avrebbe fruttato 38 milioni di euro, e frodato il fisco per oltre 5 milioni di euro, tramite le sue quattro società in Albania.

Francesco Becchetti

Francesco Becchetti (foto Olycom)

Nei confronti dell’imprenditore romano pende anche un ordine di cattura internazionale. Ed infatti, dallo scorso 26 ottobre, risulta essere rimasto bloccato a Londra, dove la polizia britannica gli ha notificato gli arresti domiciliari in esecuzione del mandato. L’uomo d’affari è stato rimesso rapidamente in libertà, dietro il versamento di una cauzione, ma il passaporto gli è stato ritirato fino a quando non sarà messa la parola fine sulla richiesta d’estradizione.

Becchetti ha respinto le accuse parlando di “montatura”, sostenendo che il provvedimento delle autorità albanesi è “una ritorsione di tipo politico del governo di Edi Rama perché facciamo informazione libera”.

Oltre all’imprenditore, è stato rinviato a giudizio il suo collaboratore Mauro de Renzis, anche lui ricercato, sua madre Liliana Condomitti, altri due collaboratori albanesi e due ispettori dell’Agenzia delle risorse naturali, accusati di aver falsificato a favore di Becchetti la documentazione sulla centrale idroelettrica di Kalivac, che avrebbe dovuto costruire dalla fine degli anni ’90 ma mai portato a termine.