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14 dicembre 2015 | 12:34

ARGOMENTI – Il consigliere Posteraro non si riconosce nel racconto fatto da Prima. Il suo chiarimento

Sul numero 466 di Prima comunicazione a pag. 72 abbiamo pubblicato un articolo di Anna Rotili intitolato ‘Garanti tempestosi’ in cui si raccontano le divergenze sorte tra i commissari dell’Autorita di controllo sulle comunicazioni su due temi particolarmente importanti: inserire all’interno del comitato tecnico di Auditel una rappresentanza di Agcom formata da esperti interni e da un esterno, e l’apertura di un processo sanzionatorio nei confronti di Rai e Mediaset perchè hanno investito meno del dovuto nelle produzioni indipendenti italiane e estere. In queste due partite si sono registrati due schieramenti dei commissari con il presidente Angelo Marcello Cardani e il consigliere Antonio Nicita (favorevoli a entrambe le decisioni) da una parte, e i consiglieri Antonio Martusciello e Antonio Preto dall’altra, con il consigliere Francesco Posteraro a fare il battitore libero.Il consigliere Posteraro non si riconosce nel racconto fatto da Prima e ci manda questa lettera di chiarimento che volentieri pubblichiamo.

 

Signor Direttore,

Prima Comunicazione di novembre 2015 ha pubblicato un articolo a firma di Anna Rotili dal titolo “Garanti tempestosi”, nel quale sono contenute affermazioni del tutto gratuite che riguardano la mia persona e il mio ruolo in Agcom.
Comprendo che la stampa ceda spesso alla tentazione di leggere tutte le vicende e i comportamenti delle persone in chiave politica, ma si tratta di un metodo che non sempre dà luogo ad analisi veritiere. Per quanto direttamente mi riguarda, tengo a ribadire che sono un giurista, un tecnico indipendente, che in trentatré anni nell’Amministrazione della Camera dei deputati ha svolto funzioni delicate e importanti a contatto con presidenti di diverso orientamento politico, quali Giorgio Napolitano, Luciano Violante, Pierferdinando Casini, Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini. Proprio in quanto tecnico indipendente, sono stato indicato quale componente dell’Agcom dal presidente della Camera in carica e da un ex presidente della Camera e ho ricevuto nella votazione in Senato l’appoggio e i suffragi dei gruppi del Partito democratico, dell’Udc e di ApI-Fli.
Ciò premesso, tenga presente, signor direttore, e se vuole ne chieda conferma in Agcom, che io non mi accodo mai a nessuno. Farlo sarebbe del tutto estraneo al mio carattere, forse prima ancora che alla mia coscienza. Decido in assoluta autonomia le mie posizioni, sulla base delle mie competenze e in vista del perseguimento dell’interesse pubblico, al quale ho dedicato tutta la mia vita di lavoro. In Agcom, peraltro, una persona con la quale mi sono trovato quasi sempre in consonanza è stato Maurizio Decina, già componente indicato dal Partito democratico, esperto di telecomunicazioni di fama mondiale, dimessosi dopo circa un anno di attività per motivi personali.
Con riferimento alla vicenda Auditel, in una dichiarazione diffusa alla stampa all’indomani delle decisioni assunte da Agcom ho spiegato – ma c’è evidentemente bisogno di chiarirlo ancora – che la nomina di rappresentanti dell’Autorità nel comitato tecnico di Auditel avrebbe rischiato di compromettere il corretto esercizio delle funzioni di vigilanza spettanti all’Autorità medesima. Perché possa aversi un’efficace azione di controllo, occorre infatti che il controllore non sia in nessun modo coinvolto nell’attività del controllato e che dunque i rispettivi ruoli restino ben distinti e separati. Si tratta di concetti abbastanza elementari per chi abbia fatto studi giuridici. Sempre riguardo ad Auditel, interesserà forse sapere che io solo, nell’ambito del Consiglio dell’Autorità, ho formulato una proposta volta allo svolgimento di un’indagine conoscitiva su tutti i sistemi di rilevazione degli indici di ascolto sottoposti alla vigilanza di Agcom.
Quanto, infine, all’apertura di un procedimento sanzionatorio a proposito della quale mi sarei arreso all’evidenza dei numeri, la rappresentazione da voi data alla vicenda mi sembra indice di un atteggiamento preconcetto. Io non mi sono arreso all’evidenza dei numeri, dato che la mia intelligenza e la mia onestà intellettuale mi hanno sempre impedito di lottare con l’evidenza dei numeri. Ho constatato, più semplicemente, che in quel caso ricorrevano a mio giudizio i presupposti per l’apertura di un procedimento sanzionatorio.
Chiedo di questa mia l’integrale pubblicazione ai sensi della legge sulla stampa e porgo distinti saluti.
Francesco Posteraro