14 dicembre 2015 | 18:25

Il consigliere per l’Innovazione Barberis: il governo vuole moltiplicare di 5-10 volte gli investimenti in capitale di rischio nei prossimi 2 anni. Agevolazioni fiscali per chi investe in startup (INFOGRAFICA)

di Roberto Borghi – Paolo Barberis, consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio, ha annunciato i piani del Governo per lo sviluppo digitale del Paese e in particolare quello che ha intenzione di fare per sostenere l’imprenditoria digitale e le 5.096 startup presenti secondo censimento InfoCamere. 

Paolo Barberis

Paolo Barberis

Lo ha fatto in occasione della prima edizione dell’Open Summit di StartupItalia, evento diretto da Riccardo Luna che al Palaghiaccio di Milano ha riunito l’ecosistema digitale italiano per premiare le migliori startup dell’anno. Quello di Paolo Barberis è stato uno degli interventi più attesi insiema a Federico Marchetti, ad di Yooox Net-a-porter Group, e Marco Bicocchi Pichi,presidente dell’associazione Italia Startup.

Aumento del credito di imposta, revisione dell’equity crowdfunding, incentivi alle aziende per l’open innovation e la creazione di quartieri digitali nelle principali città: sono i provvedimenti che il Governo sta preparando per innovare il Paese. Lo ha detto Barberis secondo cui “dal 2000 ad oggi negli Stati Uniti sono stati spesi oltre 500 miliardi di dollari in venture capital. In Italia siamo fermi a 2,8 miliardi. Su questo fronte siamo molto piccoli, e puntiamo ad alzare nettamente il livello nei prossimi due anni”. Barberis ha anche aggiunto che il Governo punta a “moltiplicare da cinque a dieci volte gli investimenti in capitale di rischio nei prossimi 24 mesi” e studia agevolazioni fiscali per chi investe nelle startup. Mentre sul fronte della banda larga ha ribadito che per il suo sviluppo sono in cantiere investimenti per 12 miliardi di euro, di cui 7 pubblici.

 

Grande interesse all”Open Summit di StartupItalia ha suscitato l’intervento del fondatore e ad di Yoox (oggi fusa con Net-à-Porter), Federico Marchetti, secondo cui in 15 anni il suo gruppo ha distribuito qualcosa come 250 milioni di euro a 200 collaboratori. “La logica dell’azionista di controllo, quel 51% che guida la scelte di investimento nel nostro Paese, non serve a nulla”, dice, “l’obiettivo di chi vuole far crescere la sua impresa è mantenerla completamente indipendente, senza un azionista di controllo. Come abbiamo fatto con di Yoox Net-à-Porter, per continuare ad avere la capacità di poterla gestire liberamente, mettendo al centro solo il cliente”.

Federico Marchetti e la prima home page di Yoox (anno 2000)

Federico Marchetti e la prima home page di Yoox (anno 2000)

Federico Marchetti e il primo business plan di Yoox

Federico Marchetti e il primo business plan di Yoox