Televisione

16 dicembre 2015 | 17:00

Marinella Soldi in audizione in commissione di vigilanza: la tv pubblica sia totalmente finanziata dal canone

(ANSA)  “Siamo certi che la presenza di un servizio pubblico sia tuttora imprescindibile ed è opportuno definire cosa si intende per servizio pubblico, inquadrandone con precisione le funzioni: modernizzare il servizio pubblico non significa solo aprirsi alla tecnologia e alle nuove modalità di distribuzione ma anche rivedere e aggiornare i linguaggi e le rappresentazioni del contenuto”. Lo ha detto l’ad di Discovery Italia, Marinella Soldi, nella sua audizione in commissione di Vigilanza sulla riforma della Rai. “Nello specifico – ha proseguito -, immaginiamo quindi un servizio pubblico totalmente finanziato dal canone, che non sia più schiavo dello share, e che affianchi ai canali generalisti un numero limitato di canali tematici dedicati ad esempio alla cultura, alle produzioni locali, a canali in lingua originale per i bambini, sviluppando in ogni caso programmi e linguaggi che nulla abbiano a che vedere con quelli della tv commerciale.

Marinella Soldi (foto Olycom)

Questo permetterebbe al servizio pubblico di assumere un’identità marcata ed indiscutibile, e allo stesso tempo di liberare risorse sul mercato, alimentandone la crescita in termini di contenuti e di pluralismo”. “In poche parole un sistema nuovo – ha detto ancora Soldi -, la cui attuazione potrebbe e dovrebbe avvenire con gradualità, assegnando il compito alle preposte Autorità indipendenti, di regolare, vigilare e contrastare la formazione di posizioni dominanti che possano creare squilibri competitivi. Potrebbe essere utile guardare ai modelli di altri paesi, pur tuttavia non commettendo l’errore di voler traslare e applicare integralmente un sistema, bensì prendendo ciò che di buono esso ha prodotto e adattandolo alle caratteristiche del nostro Paese, economiche, sociali, di informazione e far partire da questo ogni ragionamento su come e dove migliorarlo”. “Non meno importante – ha proseguito – il ruolo che un’emittente del servizio pubblico è chiamata a svolgere nel rapporto con gli utenti. Riteniamo che questo processo vada gestito per permettere al servizio pubblico sia di catturare l’attenzione da parte di quel pubblico di giovani oggi tanto ambito, sia di riconquistare un notevole prestigio e forza nel porsi come fonte di informazione ufficiale e riferimento culturale del Paese”. (ANSA, 16 dicembre 2015)