La riforma Ue della privacy: più tutele per i minori ma nessuna disconnessione dai social. Buttarelli, responsabile per la protezione dati: un passo avanti per armonizzare le leggi dei Paesi membri

Con la riforma della protezione dati messa a punto dall’Ue per i minori ci saranno “più tutele, ma non la disconnessione dai social network”; le soglie per la loro protezione resteranno quelle fissate nei codici civili nazionali. Giovanni Buttarelli, responsabile Ue per la protezione dati, ha commentato così il 16 dicembre l’intesa raggiunta su una normativa che, sebbene “non perfetta”, a suo parere, costituisce un “grande passo avanti” nell’armonizzazione delle leggi dei 28 Paesi Ue. Ora, spiega l’agenzia Ansa, un delicato lavoro attende i tecnici per tradurre il testo della riforma in tutte le lingue ufficiali dell’Ue e governare adeguatamente rapporti con i giganti del web come Yahoo, Google, Microsoft. “Questo lavoro dovrebbe portare entro giugno prossimo alla pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale Ue e quindi alla sua entrata in vigore. Poi scatteranno i due anni per la sua attuazione a livello nazionale”, dice Buttarelli.

La riforma – risultato di compromessi per tenere conto degli interessi pubblici e privati – “rafforza i poteri delle autorità garanti e la loro indipendenza”, ha detto ancora Buttarelli, ed è anche un “segnale forte che pone l’Ue all’avanguardia e ne fa un punto di riferimento per altri 109 Paesi che stanno adattando le loro norme. Consentirà inoltre di trattare più rapidamente questioni come gli scambi di dati con gli Usa per la sicurezza e andare avanti nei negoziati sul Ttip”.

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