18 dicembre 2015 | 12:20

Puntare sulla fibra mantenendo i prezzi bassi. Xavier Niel racconta alla ‘Stampa’ quale potrebbe essere il futuro di Telecom Italia. E’ un operatore fantastico, dice, può diventare uno dei protagonisti del mercato europeo

Puntare sulla fibra, aumentare la capacità di investire, generando ricavi pur mantenendo tariffe basse. Si presenta così, con le idee chiare su quello che potrebbe essere il futuro di Telecom Italia, Xavier Niel, imprenditore francese che, in futuro potrebbe prendersi il 15% proprio di Telecom Italia.
In una lunga intervista pubblicata oggi sulla Stampa, la prima rilasciata a un giornale italiano, Niel racconta come mai la scelta di investire in “opzioni per acquistare azioni” di Telecom Italia, che definisce un “operatore fantastico con un management niente male”, pur presentando alcune debolezze. “Problemi che si possono risolvere con buone soluzioni”, che passano soprattutto dalla fibra.

Xavier Niel (foto Olycom)

Secondo l’imprenditore francese, Telecom ha “tutti gli atout per diventare il consolidatore o uno dei consolidatori del mercato europeo. Mi sembra che ci sia un’opinione diffusa che debba essere oggetto e non soggetto di un consolidamento, ma non penso proprio che sia così. Questo perché Telecom è una della società che ha meno vincoli in Europa: ha attività in Brasile che possono essere una vera occasione per portare la crescita di quell’area del mondo nei conti, anche se ci sono oggi dei problemi di gestione. Ma non essere da nessuna parte in Europa oggi è un’opportunità: Telecom Italia può arrivare dovunque, con soluzioni nuove e nuovi operatori, senza avere l’eredità pesante di altri operatori. Ma gli azionisti dovranno darle i mezzi per fare questo”.

In merito alle voci che lo definiscono un raider interessato a fare soldi facili su Telecom, Niel ribadisce di essere un operatore industriale. “Sono un imprenditore nel settore delle telecomunicazioni. Mi piace lavorare con le persone, collaborare con loro e anche aiutare dei giovani a creare imprese, ad esempio finanziando le start-up”. Parlando del suo fondo Kima Ventures, il secondo investitore al mondo nelle startup, racconta: “Riceviamo una cinquantina di mail ogni giorno da start-up e le leggo tutte. E poi investiamo in due o tre la settimana: ne abbiamo in Italia come in Pakistan o nei piccoli Paesi africani”.

Inevitabile un riferimento a Vivendi, la media company francese che in Telecom detiene il 20% e che da poco occupa anche 4 posti nel Cda. “Ci conosciamo da tanto tempo e siamo molto differenti. Non siamo mai stati insieme in qualche società e non lo siamo nemmeno adesso in Italia”, dice Niel, negando anche che dietro il suo investimento ci possa essere Orange: “io sono un investitore industriale, non lavoro per altri”.

E sulla convergenza tra operatori e contenuti? “Quello che i clienti vogliono, ovunque, è avere la maggior scelta possibile di contenuti attraverso il loro operatore di telecomunicazioni”, dice ribandendo però che “non è detto che unire operatori di tlc e società che forniscono contenuti sia la scelta migliore: sono due mestieri completamente differenti e chi opera nelle telecomunicazioni rischia di trovarsi troppo vincolato se si lega a un solo fornitore di contenuti”. A Niel fa capo anche un fondo da 500 milioni creato insiema al banchiere di Lazard Matthieu Pigasse per investire nei media. L’imprenditore resta vago su quali possano essere gli obiettivi futuri, ma alla domanda su un loro interessamento in caso di un’ipotetica messa in vendita di Mediaset risponde: “Siamo interessati in tutte le attività nei media o connesse ai media in tutta Europa. Basta come risposta?”.

Infine Niel riflette sul premier italiano: “non saprei dire se Renzi è di sinistra… Senza scherzi io non saprei come disporre queste figure sullo scacchiere politico posizionandole a destra o a sinistra. Quel che è certo è che il vostro premier fa parte di quel gruppo di persone che vogliono cambiare le cose e a me piace chi vuole far muovere il sistema”.