18 dicembre 2015 | 11:07

Elio Catania, presidente di Confindustri Digitale: bene un quadro comune sulla privacy a livello europeo, ma la nuova normativa è troppo complessa e poco orientata allo sviluppo

“Confindustria Digitale apprezza lo sforzo dell’Ue di giungere, nell’ambito della costruzione del Digitale Single Market, alla definizione di una normativa unica sulla privacy per tutti gli Stati dell’Unione, che sia di riferimento anche per gli scambi internazionali di dati. Non possiamo, tuttavia, non manifestare la nostra forte preoccupazione per l’approccio conservativo che caratterizza la nuova normativa, concentrato più sulla prevenzione dei rischi che sulla valorizzazione delle opportunità che offre il digitale. Riteniamo che nel prossimo futuro tale impostazione rischi di pregiudicare la competitività europea nello sviluppo dei servizi basati sull’elaborazione e il trasferimento dei dati, ad iniziare dall’ Internet delle cose e dall’Industria 4.0”. E’ questa, in sintesi, la posizione di Confindustria Digitale espressa dal presidente Elio Catania, rispetto alla riforma sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation) approvata il 17 dicembre scorso anche dal Parlamento europeo, dopo l’accordo raggiunto in sede di Commissione e Consiglio Europeo.

Elio Catania (foto Olycom)

Elio Catania (foto Olycom)

“Non v’è dubbio che la nuova normativa costituirà una base su cui costruire un campo da gioco livellato per tutti gli attori del digitale. Sotto questo profilo sarebbe stato opportuno che il regolamento prevedesse direttamente un coordinamento esplicito con la normativa di tutela dei dati personali che si applica agli operatori di telecomunicazioni”, ha precisato Catania. Secondo la federazione italiana dell’Ict, infatti, la mancanza di tale esplicitazione rischia di vanificare uno dei principali benefici che questa categoria di operatori si attendeva dalla nuova normativa comunitaria.

“Nel lungo iter di approvazione del regolamento – ha continua il presidente di Confindustria Digitale – abbiamo evidenziato con forza le criticità in tutti gli ambiti istituzionali a livello nazionale ed europeo. Ma dobbiamo costatare che la richiesta di semplificazione e di creazione di un contesto operativo facile per le imprese, di rapida implementazione e senza troppe complessità, è stata disattesa. Si è privilegiato, un approccio alla protezione dei dati più formale e conservativo, non considerando l’effetto di disincentivo all’innovazione che una normativa così complessa reca in sé” .

“Alla luce dell’importanza data dalla Commissione alla strategia per il mercato unico digitale – conclude Elio Catania – ci auguriamo che, una volta perfezionato il nuovo regolamento, sarà interesse della stessa Commissione procedere a un’ attuazione che fughi tali rischi, anche attraverso la maturazione di una sensibilità adeguate a recepire anche le esigenze dell’industria in una più stretta collaborazione con i suoi rappresentanti”.