21 dicembre 2015 | 15:20

Una manifestazione sotto l’ambasciata turca il 21 gennaio in occasione del processo alla giornalista Ceyda Karan. La proposta del segretario Usigrai, di Trapani, contro il bavaglio alla stampa

Una manifestazione sotto l’ambasciata turca a Roma il 21 gennaio 2016 per protestare contro il bavaglio alla stampa sempre più stringente in Turchia. Questa la proposta di Vittorio di Trapani, segretario Usigrai, per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di molti cronisti sempre più bersaglio degli interventi repressivi di Ankara, che ha già visto l’adesione di Articolo21 e Fnsi.

La scelta della giornata non è casule. Il 21 gennaio ci sarà una nuova udienza del processo che vede imputata la giornalista del quotidiano turco Cumhuriyet, Ceyda Karan, per aver ripubblicato le vignette di Charlie Hebdo. Il segretario, in un post pubblicato sul sito di Articolo21, ha citato la denuncia fatta in prima persona dalla stessa Karan durante il congresso dell’Usigrai tenutosi a Galzignano Terme dal 9 al 12 dicembre scorsi, ricordando anche come il direttore di Cumhuriyet, Can Dundar, e il caporedattore, Erdem Gul siano stati arrestati per una inchiesta sul traffico di armi verso la Siria e siano stati messi in isolamento per 30 giorni.

“Ceyda Karan ha accettato l’invito dell’Usigrai in Italia per venire a chiedere aiuto, per chiedere di non essere lasciati soli. Ha chiesto con forza che l’Italia, l’Europa, si mobilitino per ottenere la liberazione di tutti i giornalisti arrestati e garanzie per la libertà di informazione in Turchia”, scrive di Trapani. “Nessuno può restare sordo a questo appello. Nessuno può girarsi dall’altra parte”, dice il segretario Usigrai, lanciando la sua proposta. ”Chiediamo a tutte le organizzazioni, le associazioni, i movimenti, italiani ed europei, che si battono per la libertà di stampa, per i diritti, e a chiunque ha a cuore i valori della democrazia, di unirsi a questa iniziativa. Il 21 gennaio, tutti insieme, andiamo a denunciare sotto l’ambasciata turca che il processo a Ceyda Karan, e l’arresto di decine di giornalisti, è una vergogna, non accettabile in nessun Paese. Ancor meno in un Paese che aspira a entrare in Europa. Andiamo insieme, il 21 gennaio, a dire il nostro ‘no al bavaglio’, sempre e ovunque”.

Pronto sostegno da parte della Fnsi. ”Il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, ha avanzato la proposta di dedicare la prossima giornata mondiale dell’informazione, il 21 gennaio, ai colleghi turchi già in carcere o in attesa di giudizio”, scrivono in una nota il segretario generale, Raffaele Lorusso, e il presidente, Giuseppe Giulietti, ricordando come proprio la Federazione della stampa, negli anni scorsi, sia stata, d’intesa con la Federazione europea e la Federazione internazionale, tra i promotori della campagna ‘Adotta un giornalista turco’ per segnalare alle istituzioni internazionali la situazione che si era già determinata in quel Paese. “Non solo dunque condividiamo la proposta ma ci faremo parte attiva nella realizzazione di questa iniziativa che in primo luogo dovrà ospitare proprio le voci delle colleghe e dei colleghi turchi”.