22 dicembre 2015 | 18:02

Non solo informazione e approfondimento. Per La7 in arrivo più intrattenimento, dice Cairo al ‘Corriere’: nessun cambio di dna ma cerchiamo nuove strade anche con la comicità in prima serata. E aggiunge: il numerino magico è 8.760…

Corriere della Sera 22/12/2015 - L a7, la rete che più di tutte ha deciso di puntare sull’approfondimento politico, ora si apre anche all’intrattenimento. Si è già riaccesa al pomeriggio con Tagadà e ora scommette sulla comicità in prima serata.  «La7 è una rete che nasce in un certo modo – spiega Urbano Cairo, l’editore -, cambiare il dna di un canale molto radicato nell’approfondimento e nell’informazione sarebbe sbagliato, ma cerchiamo nuove aperture. La gente ha voglia di divertirsi, sorridere. Stiamo mettendo a punto questo talent per comici, Eccezionale veramente , che partirà a marzo. Diego Abatantuono sarà il presidente della giuria, con lui c’è anche Paolo Ruffini (per il terzo giudice circola il nome di Selvaggia Lucarelli, ndr )

Urbano Cairo

Urbano Cairo

L’ultimo tentativo, «Il boss dei comici», è durato solo due puntate. Non è un azzardo riprovarci? «Era un esperimento, probabilmente il fatto che fosse una parodia del talent e non un talent vero e proprio ha spiazzato lo spettatore».
Due anni fa avete provato la via della cronaca con Salvo Sottile, ma poi l’avete abbandonata. È un capitolo chiuso? «No, perché penso che ci siano spazi per la cronaca, che per certi versi è un prolungamento dell’attività informativa di stampo politico. Credo sia giusto tornarci, anche se non nel brevissimo periodo, ma mi sembra un filone su cui è opportuno ragionare. È un allargamento dei temi da trattare che si aggiunge a quello che già facciamo».
Dunque non si è pentito di aver puntato così tanto sui talk show? «No, i talk rimangono importanti. Il tema non è se fare o meno i talk, ma il modo in cui li realizzi: Floris ha cambiato completamente diMartedì rispetto a quando partì: lo scorso autunno il confronto con Ballarò cominciò con un 15 a 0 (ovvero nelle prime 15 puntate ci hanno battuto in share 15 volte). Quest’anno su 14 sfide ne abbiamo vinte sei, e otto Ballarò . È una partita aperta. I nostri talk crescono tutti: diMartedì fa più 21% rispetto alla scorsa stagione, La Gabbia +20%, Piazzapulita e Otto e mezzo +10%, sono dati molto lusinghieri. Significa che l’interesse rimane molto forte».

I politici la chiamano per lamentarsi? «Stendiamo un velo… le lamentele sono bipartisan, ma la mia attività di editore non consiste nell’influenzare giornalisti e conduttori, ma nel sceglierli per le loro qualità e metterli in condizione di lavorare in maniera autonoma e indipendente. La bussola è essere attenti alla verità e aderire a quella. Le domande consentono a chi le riceve di dire delle cose. Renzi si è fatto conoscere così, rispondendo a domande, lanciando idee e temi nei talk in cui andava».
I nomi dei politici non li dice, ma c’è un conduttore di cui si lamentano di più? «Diciamo che Paragone riscuote un certo successo…».
Un bilancio di fine anno? «Quando sono arrivato l’azienda perdeva 100 milioni abbondanti l’anno, ora la rete è a break even senza che nessuno dei 450 posti di lavoro sia stato toccato. Da luglio cresciamo ogni mese negli ascolti rispetto all’anno scorso e anche la raccolta pubblicitaria a dicembre cresce di oltre il 10%».
Tra Rai, Mediaset e Discovery chi sta facendo meglio sul digitale? «Non voglio dare pagelle. Il tema è che ogni canale ha 24 ore da riempire: il numerino magico è 8.760, ovvero il monte ore di un anno. Offrire contenuti per 8.760 ore non è banale. Noi lo facciamo con molte produzioni originali, siamo la seconda tv italiana per ore di diretta: oltre 12 ore al giorno, 85 a settimana».

C’è stato qualche inceppamento tecnico. Il più tartassato è stato Mentana . «Facendo 12 ore di diretta al giorno qualche volta può starci che qualcosa non sia esattamente perfetto, ma il livello di errore è assolutamente e ampiamente nella norma».