Pubblicità, Televisione

22 dicembre 2015 | 17:39

Dal canone in bolletta 420 milioni in più per la Rai. I dati del focus sul settore tv in Italia di R&S Mediobanca (INFOGRAFICHE)

Con l’addebito in bolletta elettrica l’introito dal nuovo canone Rai aumenterebbe di circa 420 milioni dai 1.569 del 2014. Ad affermarlo il ‘Focus sul settore televisivo tra l 2010 e il 2015‘ (.pdf) realizzato dal centro Ricerche & Studi di Mediobanca, che ha analizzato i maggiori operatori del settore televisiovo italiano.
Secondo il report, pubblicato oggi, con il nuovo importo di 100 euro e con l’evasione ridotta al 5%, la Rai diventerebbe il primo gruppo tv per ricavi in Italia, avvicinandosi alle sue omologhe europee, a cominciare da France Télévision. Al momento L’importo del canone nel nostro Paese è attualmente il più basso in Europa: nel 2014 è stato pari a 113,5 euro, contro i 133 in Francia, i 175,3 euro nel Regno Unito e i 215,8 euro in Germania. Un primato controbilanciato da un tasso di evasione record, che in Italia nel 2014 è stato stimato attorno al 30,5%, contro il 5% nel Regno Unito e l’1% di Francia e Germania, dove viene riscosso legandolo alla residenza.

In Italia, dunque, quasi una famiglia su tre non paga il canone, con un tasso di mancata adesione molto differenziato, che passa dal 26% al Nord, con il minimo in Alto Adige e in Friuli, al 29% nelle Regioni del Centro, al 37% al Sud e 40% nelle Isole. Le province più virtuose del 2014 sono Ferrara (17%), Rovigo (18%) e Bolzano (25%), quelle che segnano il più alto tasso di evasione Crotone (56%), Napoli (55%) e Catania (53%). Roma è a un tasso di evasione del 38%, mentre Milano sale al 42%.

Guardando al mercato pubblicitario, la redditività di Mediaset rimane tonica: l’anno scorso il rapporto tra margine operativo netto e ricavi è stato per il Biscione del 7,6% rispetto al 7,5% del 2013 e, anche se sono lontani i fasti del 19,3% del 2010, rimane il migliore tra i grandi gruppi televisivi attivi in Italia. Sky è risalita l’anno scorso al 2,6% contro l’1,2% del 2013, la Rai è crollata a un rapporto negativo del 4,4% dopo uno positivo del 3,1% nel 2013. La7 ha segnato nel 2014 un rapporto negativo del 15%, in miglioramento dopo il drammatico negativo del 50% del 2013. Secondo il rapporto, la redditività in assoluto migliore è quella di Discovery Italia (11,5% nel 2014 dopo il 12,3% del 2013), favorita dal modello di business che non prevede un’importante produzione diretta. La Rai l’anno scorso ha registrato una riduzione rispetto al 2010 del 3,3% della forza lavoro (-6,8% tra i soli giornalisti), Mediaset un calo generale dell’1,5%, Sky una crescita dell’8,6%. Secondo il rapporto, la produttività rimane un problema per la Rai (il Clup pro capite è nel 2014 a 111, quindi il costo del lavoro è superiore all’unità di prodotto) e lo è ancora di più per La7 (a quota 190), mentre è a quota 74 per Sky, al 67 per Mediaset e al 48 per Discovery, la più ‘efficiente’.

Guardando alle perdite nette, la Rai ne ha cumulate tra il 2010 e il 2014 per 287 milioni, pur segnando un utile nel 2011, nel 2013 e nel 2014 (rispettivamente 4, 5 e 47 milioni): quello dell’anno scorso è stato l’utile più elevato (grazie alla plusvalenza con il collocamento in Borsa di Rai Way) registrato dai cinque maggiori operatori del settore che operano in Italia. Secondo il Focus, “peggio della Rai ha fatto solo La7″ che ha chiuso in rosso nel quinquennio cumulando perdite nette per 444 milioni, in miglioramento nel 2014, anno in cui la perdita si è ridotta a 10 milioni. Sul fronte Mediaset nel quinquennio gli utili netti sono di 323 milioni chiudendo solo il 2012 in perdita (-287 milioni, in buona parte motivato da svalutazioni straordinarie). Per Sky Italia 86 milioni con un rosso rispettivamente di -51 e -10 milioni solo nel 2012 e 2013, conclude il rapporto. In calo per tutti gli investimenti: il tasso in immobilizzazioni materiali è stato mediamente pari al 10,5% nel 2010-14 per Sky, al 5,5% per Mediaset e al 3,9% per la Rai e “nel 2014 tutte le società hanno ridotto il loro tasso di investimento rispetto all’anno precedente”, conclude R&S Mediobanca.

- Leggi o scarica il report ‘Focus sul settore televisivo tra l 2010 e il 2015‘ (.pdf), disponibile sul sito Mbres.it
- Leggi o scarica la presentazione del report (.pdf)