23 dicembre 2015 | 8:51

Politica divisa sulla riforma Rai. Critiche da Fi e M5S. Soddisfatti Ap e Governo

Maurizio Gasparri (FI): “Una leggina che sarà stracciata dalla Corte per la sua palese illegalità”. Robero Fico (M5S):”E’ la peggiore legge che si potesse congegnare per il servizio pubblico.” Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli: “con la riforma approvata oggi la Rai diventa un’azienda di servizio pubblico più moderna, più efficiente e trasparente, una vera media company nell’era della convergenza”

Roberto Fico (foto Olycom)

Appena la legge di riforma della Rai è stata approvata in via definitiva dal Senato le reazioni politiche sono arrivate a stretto giro di posta. Le critiche si concentrano tutte sul nuovo legame che si viene ad instaurare tra il Governo e l’azienda con le nomine dell’ad e di due consiglieri d’amministrazione. Netto il commento del il senatore Maurizio Gasparri (FI) “La legge Gasparri resta in vigore. Si modifica, in termini incostituzionali, la nomina dei vertici Rai. Comanda tutto un Amministratore Delegato scelto dal Governo, negando quattro sentenze della Corte Costituzionale. Una leggina che sarà stracciata per la sua palese illegalità. Un atto di protervia che sarà la Corte ad abolire”.  Il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S) su facebook scrive che “Non esiste nessuna riforma della Rai. Quella approvata poco fa al Senato è una Gasparri 2.0. E’ la peggiore legge che si potesse congegnare per il servizio pubblico. Renzi vuole una Rai legata a doppio filo al potere esecutivo con la nomina dell’amministratore delegato da parte dello stesso governo. In qualunque democrazia sarebbe impensabile. Una Rai fortemente lottizzata dai partiti che avranno ancora voce in capitolo nella scelta dei vertici e continueranno a spartirsi incarichi e poltrone. L’indipendenza dell’azienda dalla politica sarà, così, sempre più fragile”. Soddisfatto il presidente dei deputati di Area popolare (Ncd-Udc) Maurizio Lupi “Da un grande potere derivano grandi responsabilità, la famosa frase dello zio dell’Uomo ragno ben si addice alla nuova figura dell’amministratore delegato creata dalla riforma della Rai diventata oggi legge. La Rai è finalmente un’azienda in cui la possibilità di decidere non è più parcellizzata in modo tale da portare spesso all’immobilismo, ora il nuovo amministratore delegato usi questi effettivi poteri dimostrando grande responsabilità che è sempre accompagnata dalla capacità di dialogo. C’è una mission del servizio pubblico radiotelevisivo da ritrovare, c’è un contratto di servizio da rinnovare, c’è un ruolo di promozione della creatività italiana, una modalità di fare informazione che garantisca oggettività e pluralismo. Buon lavoro quindi, al nuovo amministratore delegato”.  Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Antonello Giacomelli invece sostiene che “con la riforma approvata oggi la Rai diventa un’azienda di servizio pubblico più moderna, più efficiente e trasparente, con un vero amministratore delegato e un Cda non scelto dalla Vigilanza, ma da Camera e Senato con candidature pubbliche si rafforza il legame con le istituzioni e con il sistema-paese, non con i partiti. La riforma del canone in Legge di Stabilità e il rinnovo della convenzione, che definirà la mission per i prossimi dieci anni, completeranno il disegno di trasformazione della televisione pubblica in una vera media company nell’era della convergenza”.

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