23 dicembre 2015 | 10:45

Concluso il percorso di fusione tra Tiscali e Aria: l’obiettivo è un’offerta di convergenza fisso, wifi e mobile che copra digital divide ed esigenze di clienti e pubblica amministrazione

Si è concluso il percorso che ha portato alla fusione per incorporazione di Tiscali e Aria, la cui efficacia, per gli effetti civilistici, contabili e fiscali, avrà luogo a far data dal 23 dicembre 2015.

Tiscali ha reso noto con un comunicato che Consob ha rilasciato il giudizio di equivalenza sul documento informativo relativo alla fusione per incorporazione di Aria Italia Spa, la holding che possiede le attività del Gruppo Aria, nonché la dotazione di 42,4 milioni di euro in cassa destinati al ripagamento della Facility A1 del Senior Loan in capo al gruppo Tiscali, in Tiscali Spa.

È previsto che alla data di efficacia la società aumenti il proprio capitale sociale con emissione, a servizio della fusione per complessive 1.283.746.550 azioni ordinarie senza valore nominale da offrire agli azionisti di Aria Italia in base al rapporto di cambio di n. 50 azioni ordinarie Tiscali per ogni n. 3 azioni ordinarie Aria Italia. Per effetto del rapporto di cambio indicato nel progetto di fusione gli attuali soci del Gruppo Aria vengono a possedere una partecipazione in Tiscali del 40,81%.

“Siamo orgogliosi per la conclusione della fusione con Aria Spa”, ha affermato Renato
Soru, presidente e amministratore delegato di Tiscali, e ha aggiunto: “con questa operazione Tiscali rafforza la propria situazione patrimoniale”. Contemporaneamente, “con questa integrazione”, spiega Soru, “Tiscali rilancia la sua proposta industriale in un momento di grande opportunità, tecnologica e di mercato, per la realizzazione di una rete di accesso Ultrabrodband al servizio della transizione digitale del Paese”.

“Grazie all’integrazione con Aria e all’utilizzo della sua importante risorsa di rete wireless”, ha precisato Soru, “Tiscali potrà utilizzare la sua infrastruttura di rete fissa, estendendola fino a raggiungere direttamente i propri clienti e le necessità della pa digitale tramite la tecnologia Ultrabrodband wireless con un offerta di convergenza fisso, wifi e mobile”.

“Siamo molto soddisfatti del completamento dell’operazione che apre prospettive di grande rilievo per l’utilizzo, anche in Italia dopo i casi di successo di Giappone e Cina, dell’Lte su frequenza 3.5 rca Ghz che abbiamo sempre ritenuto essere tra le migliori soluzioni per affrontare il tema del digital divide in Italia”, ha sottolineato Riccardo Ruggiero, amministratore delegato di Aria Spa.

“L’operazione”, ha aggiunto l’ad di Aria, “da un punto di vista industriale, è concepita per poter accelerare il processo di sviluppo di una rete di accesso ultrabroadband, dove il fixed wireless access su tecnologia Lte nella frequenza 3.5Ghz si è dimostrata la soluzione più efficace per prestazioni e convenienza”.

Il valore industriale del progetto, infatti, spiega Tiscali, risiede nell’integrazione dell’infrastruttura capillare di accesso in fibra di Tiscali con la rete di accesso wireless ad alta capacità di Aria: la società sarà, quindi, in grado di fornire in maniera efficiente l’accesso su rete proprietaria e servizi di connettività cosiddetti “fixed wireless access” di alta qualità con capacità superiori a 50MB/s con Lte su frequenza 3.5Ghz – già ampliamente utilizzata da operatori giapponesi e cinesi e in prospettiva anche servizi “mobile data” ad altissima capacità.

La nuova Tiscali commercializzerà i prodotti di entrambi i gruppi attraverso il brand Tiscali e consentirà uno sviluppo commerciale con particolare focus nelle aree di digital divide.

In relazione al suddetto giudizio di equivalenza, conclude la nota, si richiama l’attenzione degli investitori sul contenuto del capitolo “fattori di rischio” del documento informativo in cui si invitano gli investitori a valutare gli specifici fattori di rischio relativi all’attività e al settore di attività della società risultante dalla fusione, nonché agli strumenti finanziari che saranno emessi per effetto della fusione.

In particolare si invita l’investitore a prestare attenzione alla circostanza che sia il Gruppo Tiscali sia il Gruppo Aria sono caratterizzati da una significativa tensione economico-patrimoniale e finanziaria e che alla Data del Documento Informativo sussistono rilevanti incertezze in merito alla prospettiva della continuità aziendale del Gruppo Tiscali post-Fusione.

Negli esercizi 2012, 2013 e 2014 e nei primi nove mesi del 2015 il Gruppo Tiscali ha riportato perdite nette pari rispettivamente a circa 15,8 milioni di euro, circa 4,8 milioni di euro, circa 16,4 milioni di euro e circa 6,1 milioni di euro (detto ultimo risultato è stato positivamente influenzato dagli effetti derivanti da operazioni non ricorrenti per circa 13,8 milioni di euro).

Nei suddetti periodi il gruppo Aria ha registrato perdite nette pari a circa 22,9 milioni di euro, circa 29,5 milioni di euro, circa 27,4 milioni di euro e circa 15,5 milioni di euro (i dati storici di bilancio del gruppo Aria relativi agli esercizi 2012, 2013 e 2014 non sono stati sottoposti ad attività di revisione contabile).

I dati contabili del Gruppo Aria relativi al 2014, predisposti secondo i principi contabili Ifrs applicati in linea con le politiche contabili del Gruppo Tiscali, evidenziano una perdita netta pari a circa Euro 31,2 milioni (detti dati sono stati sottoposti ad attività di revisione contabile per le sole finalità della predisposizione dei dati pro-forma riportati nel presente documento informativo).

Il Gruppo Aria ha riportato nei suddetti periodi significative perdite anche a livello operativo.

Non si può escludere che ad esito dell’operazione di integrazione aziendale di che trattasi la situazione economica del Gruppo Tiscali possa ulteriormente deteriorarsi.

Alla data del documento informativo la stima del fabbisogno finanziario netto del gruppo Tiscali post-Fusione per i dodici mesi successivi alla data del documento è pari a circa 209,7 milioni di euro.

Renato Soru, presidente di Tiscali (foto Olycom)