Protagonisti del mese

28 dicembre 2015 | 10:24

Il cambiamento va gestito

Alla guida di GroupM, la holding che aggrega le società media di Wpp, Massimo Beduschi coltiva una passione per l’innovazione scientifica e crede nell’ineluttabilità di certi sviluppi tecnologici. Ma avverte: “I processi vanno guidati, non bisogna lasciare che il mutamento travolga tutto, anche le cose preziose, e cambi in peggio il volto della società e dei media…”

“I nostri nipoti giocheranno a tennis fino a 90 anni e la sharing economy sarà un aspetto consolidato delle loro esistenze. Non subiranno più il fascino del possesso di certi feticci del Novecento, come l’auto, ma avranno ancora a che fare con Amazon, Apple, Facebook e Google o con le aziende innovative su cui Zuckerberg, Brin, Page e gli altri geniali protagonisti del nuovo secolo stanno a piene mani investendo per diversificare”. Ha una sorta di mania del futuro Massimo Beduschi, ceo e chairman di GroupM, la potente parent company media del gruppo Wpp, leader indiscussa con un amministrato che vale quasi il 45% della pubblicità intermediata, pesato da Recma a 2,534 miliardi di euro, con Mec a oltre 1,1 miliardi, Mindshare a 619 milioni, Maxus a 458 e Mediacom a 348.

Massimo Beduschi, ceo e chairman di GroupM

Macchine potenti e software sempre più sofisticati stanno cambiando il nostro destino, ma per Beduschi non c’è da spaventarsi. “Siamo in una fase di accelerazione dello sviluppo umano senza precedenti, non abbiamo mai avuto le possibilità di evolvere che sono adesso alla portata di quasi tutti”, commenta. Ammette, però, che per adesso il contesto globale è un po’ cupo e preoccupante. E che è molto complicato immaginare con quale meccanismo si redistribuirà la ricchezza in un mondo in cui le nuove tecnologie continuano a sostituirsi agli uomini in una miriade di lavori. In primis nella pubblicità. “Non esiste zona protetta o privilegiata”, sottolinea il manager ligure. “Ma quello che sta avvenendo nell’adv e nei media con i big data, dove la potenza di calcolo e la conoscenza dei percorsi digitali degli utenti aprono incredibili possibilità di profilazione dei messaggi mettendo in dubbio leadership che sembravano inscalfibili, è un fenomeno che si sta proponendo identico anche in altri settori. Molto presto, con la mappatura completa del genoma umano e le nuove tecniche di prevenzione e cura delle malattie, sarà possibile vivere oltre cento anni e perfino il contenuto di una professione apparentemente inattaccabile come quella del medico sarà messa in discussione dal cambiamento”. Non c’è conservazione che tenga, quindi, secondo Beduschi. Che però si fa paladino di tempi e criteri ‘umani’ d’adozione dei nuovi fenomeni, ‘cum grano salis’.

L’articolo  è sul mensile Prima Comunicazione n. 467 – Dicembre 2015
Scegli l’abbonamento che preferisci