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28 dicembre 2015 | 10:17

Il fenomeno ‘Repubblica’

In occasione del quarantesimo compleanno di Repubblica abbiamo deciso di ripercorrere la primissima stagione della vita di questo giornale perché, forse, il lettorato più giovane (ma anche quello maturo) non sa o non ricorda come ebbe inizio la straordinaria avventura che ha stravolto lo scenario editoriale (e non solo) del nostro Paese. Una capacità di cui Paolo Mieli, nel lontano 1996 quando da direttore del Corriere della Sera era riuscito a riacchiappare e superare il quotidiano di Scalfari, volle essere testimone: “Il fenomeno Repubblica ci ha costretto a chiederci perché un giornale avesse potuto mettere al muro tutti gli altri giornali facendoli risultare – o almeno apparire – invecchiati di colpo di dieci anni” (l’intervista integrale, pubblicata su Prima nel gennaio 1996, è disponibile su Primaonline.it).
Ci è sembrato dunque interessante contestualizzare Repubblica nell’epoca storica in cui nacque, raccontare qual era il pensiero dei suoi fondatori e ripubblicare la prima intervista che fece Eugenio Scalfari, nel luglio del 1975 proprio a Prima, per annunciare la nascita e il progetto editoriale che voleva sviluppare con il suo quotidiano. Un documento che testimonia la coerenza del suo pensiero e del suo operato lungo i vent’anni della sua direzione. Ma anche la capacità di Ezio Mauro di prendere il testimone conservando quella coerenza per i vent’anni a seguire in uno scenario sociale, politico e editoriale in continuo cambiamento.

La Repubblica è stato un giornale speciale anche grazie ai giornalisti che ci hanno lavorato. Franco Recanatesi, che per anni è stato della squadra con incarichi diversi, ne è un testimone divertito e quasi commosso.
Nel numero scorso abbiamo raccontato il più recente dei momenti cruciali del quotidiano di largo Fochetti con l’addio di Ezio Mauro e il prossimo arrivo, a metà gennaio, di Mario Calabresi, un direttore che conosce bene Repubblica, scelto con convinzione da Carlo De Benedetti e dai vertici del gruppo, a cominciare dall’amministratore delegato Monica Mondardini e dal consiglio di amministrazione al completo.
In questi anni Calabresi ha potuto mettere alla prova e sviluppare il proprio talento di direttore alla Stampa, impegnandosi in operazioni come quella della creazione di una mega newsroom che ha rotto, e non solo simbolicamente, gli argini tra la carta stampata e l’on line, prodotto relazioni di politica editoriale con i big della Rete, convinto i giornalisti che devono mutare la propria dimensione professionale e applicarla anche su un territorio ritenuto fino a ieri ostile, se non proprio un nemico da combattere.
Che cosa troverà Calabresi a Largo Fochetti? Il clima in redazione è di curiosità e di voglia di cambiamento, con la corazzata Repubblica.it con i motori accesi e rombanti. Venerdì 15 gennaio sarà il primo giorno in cui Calabresi metterà piede, in qualità di direttore, nell’ufficio al settimo piano della redazione. La sera prima, il 14 gennaio, è prevista – organizzata dalla squadra che si occupa da anni degli eventi della ‘Repubblica delle idee’, con a capo Mauro Piccoli – una grande festa all’Auditorium Parco della Musica a Roma. “Una vera festa”, dicono.
E Repubblica e la sua gente se la meritano proprio.

L’articolo  è sul mensile Prima Comunicazione n. 467 – Dicembre 2015
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