Comunicazione

29 dicembre 2015 | 10:42

Centodieci giornalisti uccisi, 54 reporter tenuti in ostaggio e 153 incarcerati. I numeri del 2015 per Reporter senza Frontiere (INFOGRAFICHE)

Il bilancio di sangue pagato nel 2015 dai giornalisti è di 110 reporter uccisi, due terzi dei quali, in controtendenza rispetto al 2014 sono stati uccisi non in zone di guerre, ma in Paesi formalmente privi di conflitti. E’ questo il dato che emerge dall’ultimo report (.pdf) dell’organizzazione ‘Reporters senza frontiere’ (RSF).
Stando ai dati, sul totale, 67 giornalisti sono stati eliminati mentre stavano svolgendo il loro lavoro o proprio perchè giornalisti, facendo salire a 787 in numero di reporter uccisi in 10 anni, dal 2005. In 43 hanno perso la vita in circostanze avvolte dal mistero.  Nella conta risulta anche la perdita di 27 ‘citizen-journalists’ e 7 operatori.

I Paesi più a rischio restano Iraq (11 morti) e Siria (10). La terza e triste new entry è la Francia con le 8 vittime, uccise nell’attacco al settimanale satirco ‘Charlie Hebdo’ il 7 gennaio scorso, seguita dallo Yemen (10 morti). Poi Sud Sudan (7 vittime), India (9 morti), Messico (8 morti), Filippine (7) e Honduras.

Altissimo anche il numero di reporter rapiti e tenuti in ostaggio (54), mentre ancora più alto è quello di giornalisti in prigione per aver svolto il loro lavoro: 154.  Tra i 54 rapiti, 26 sono tenuti in ostgagio in Siria, 13 in Ymene, 10 in Iraq e 5 in Libia. Tra i ben 153 detenuti la non ambita palma spetta alla Cina (23 giornalisti in prigione), seguita dall’Egitto (22), 18 in Iraq, 15 in Eritrea, 9 nella Turchia di Erdogan. Gli altri 69 in carcere sono detenuti nel resto del mondo.

“La minaccia principale viene dai cosiddetti ‘gruppi non statali’ come l’Isis, anche se molti governi non rispettano le leggi internazionali”, ha ricordato Christophe Deloire, segretario generale di RSF, chiedendo l’introduzione di uno speciale rappresentante del segretario delle Nazioni Unite per la sicurezza dei giornalisti e definendo la creazione di meccanismi per rendere più forti le leggi internazionali assolutamente essenziale.

- Leggi o scarica il report (.pdf) disponibile sul sito En.rsf.org