29 dicembre 2015 | 14:36

I mercati emergenti, la tecnologia, gli eventi sportivi e le elezioni americane. Il ceo di Wpp Sorrell delinea i fattori che guideranno lo sviluppo del mercato nel 2016

I mercati emergenti, gli eventi sportivi e le sorprese della tecnologia. Questi gli elementi che secondo Martin Sorrell guideranno le scelte dei marketers nel 2016. Il ceo e fondatore di Wpp ha condiviso con i lettori del sito Thedrum.com alcune riflessioni per il prossimo anno, che, presumibilmente guideranno anche le scelte della sua società.

In termini economici, il 2016 sarà simile al 2015, forse leggermente meglio. A livello globale, la crescita del PIL nominale si dovrebbe attestare al 3.5-4 %, o al 3-3.5 % per il PIL reale. Questo è proprio quello che si vedrà per WPP, dice Sorrell, stimando una crescita dei ricavi di circa 4-5% e una crescita del venduto netto ben al di sopra del 3%. Il manager definisce il 2016 un anno ‘maxi quadrennial’, cioè un anno nel quale sono contemporaneammente in programma una serie di importanti eventi quadriennali che in genere aumentano gli investimenti in servizi di pubblicità e di marketing: le Olimpiadi di Rio, i campionati europei di calcio e non da ultimo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
A questo proposito, secondo Sorrell Hillary Clinton sarà la prima donna presidente nella storia degli Stati Uniti. “Non benificeremo direttamente dalla pubblicità politica, ma questo evento stimolerà davvero il mercato dei media portando ancora un po’ di crescita”, dice il ceo di Wpp, chiedendosi però quale impatto avranno le decisioni della Fed sui tassi di interesse. La ripresa americana per lui c’è, ma è più fragile di quanto si possa pensare.

Martin Sorrell (foto Olycom)

Sul versante europeo, la situazione più particolare si verifica in Uk. Secondo Sorrell il mercato inglese continuerà a dare risultati positivi, ma non come in passato. E questa incertezza è per lui dovuta alla politica, in particolare al probabile cambio di leadership tra i conservatori. Un cambio che forse dipenderà anche dai risultati del referendum sull’uscita dall’Unione Europea. Tra gli altri Paesi, l’economia più forte resta quella tedesca, che per le esportazioni è favorita dall’euro debole. In ripresa Spagna e Italia, mentre più difficontosa la risalita francese.

In miglioramento le previsioni di crescita per i Paesi Asiatici che si affacciano sul Pacifico. Australia e Giappone sono ancora sotto pressione, dice, mentre la Cina continuerà ad essere instabile nel 2016, anche se il ceo di Wpp conferma la sua fiducia su Pechino per il lungo periodo. Buone le condizioni dell’India. Sorrell esprime qualche dubbio sulle capacità del primo ministro indiano Modi riconoscendogli però il merito di aver fatto un incredibile lavoro di comunicazione nel corso dei suoi viaggi all’estero, soprattutto in  Usa e Regno Unito. Altri mercati come il Vietnam, le Filippine e l’Indonesia continueranno a prosperare.

Continuano i segnali positivi dal Sud America e dall’Africa. Per l’America Latina, ci sono grandi sfide in Brasile, ma l’elezione del presidente Macri in Argentina è, secondo il manager, una buona notizia. Previsioni positive sul proseguimento della crescita del Messico, nonostante il prezzo del petrolio, e della Colombia. L’Africa rimane però il continente delle opportunità, in particolare la Nigeria, che il presidente Obama ha recentemente  descritto coma la Cina d’Africa. E, anche se ancora molto instabile, Sorrell non può segnalare la crescita registrata in Medio Oriente, soprattutto nell’economia Saudita.

Continuando sull’analisi geografica, Sorrell ricorda come quest’anno Wpp sia riuscita a sbarcare nel suo 112-esimo paese, stabilendo un uomo all’Avana. E presto l’Iran, con la fine delle sanzioni, potrebbe diventare il 113esimo.

Da un punto di vista funzionale, la pubblicità e gli investimenti sui media continuano ad essere molto forti, accanto al digitale. Sorrell per continuare a crescere suggerisce di puntare sull’integrazione tra diverse aree, considerando tra l’altro come, nel caso di Wpp, la gestione del media investment e del data investment costituiscano adesso la metà dei ricavi totali.

Prendendo come riferimento alcune grandi fusioni come quella tra DuPont e Dow o di AB InBev e SABMiller, il fondatore di Wpp fa una riflessione su quello che definisce il business tradizionale, focalizzato sui costi e avverso al rischio, che oggi risulta essere soggetto a pressioni significative, date dalla presenza contemporanea di realtà come Airbnb e Uber, o investitori più o meno aggrissivi, che puntano a ottenere risultati immediati.

E la tecnologia? “Chi sa cosa porterà il 2016, o cosa emergerà da qualche startup nata in un garage della California, Mumbai o Pechino”, conclude Sorrell.